Governo russo

RIO — O governo da Bahia fechou acordo com o laboratório russo Gamaleya para começar a testar a vacina contra a Covid-19 no estado, informou a instituição russa em coletiva nesta quinta (10 ... 301 Moved Permanently. nginx O Governo alemão considera 'bastante provável' que o opositor russo Alexei Navalny, hospitalizado em coma em Berlim, tenha sido vítima de envenenamento, afirmou hoje o porta-voz do executivo. Pressionado, governo russo promete apresentar estudos sobre vacina ao Brasil. O CEO do Fundo de Investimentos Diretos da Rússia (RDIF, na sigla em russo), Kirill Dmitriev, disse que 40 mil voluntários serão vacinados na terceira fase de estudos da doença Guarda le traduzioni di ‘governo’ in Russo. Guarda gli esempi di traduzione di governo nelle frasi, ascolta la pronuncia e impara la grammatica. Il governo tedesco ha comunicato con una nota ufficiale che il dissidente russo Alexej Navalny è stato avvelenato Leggi l'articolo completo: Il governo tedesco: “Il dissidente russo...→ #Alexej Navalny O primeiro-ministro russo Dmitry Medvedev apresentou a demissão a Vladimir Putin, fazendo cair o governo. O presidente do país quer aumentar o poder do Parlamento e deixar os deputados escolher ... Russian Government official information, official documents, draft laws, официальные информационные источники органов государственной власти Российской Федерации, официальные документы, законодательные акты 13 August 2020 Meeting on the construction of Baimsky Mining and Processing Complex Mikhail Mishustin: “The Baimskaya range ranks among the world’s five largest undeveloped sites with rich deposits of copper, as well as gold, silver and molybdenum. Developing this area will support the entire Chukotka Autonomous Area, and will have a positive effect on reaching our federal goals, including ... o sistema polÍtico russo A Federação Russa é uma república semipresidencialista federal que tem o Presidente como chefe de Estado e o Primeiro-Ministro como chefe de Governo.

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2008.02.15 21:22 r/Brasil

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2020.09.20 10:58 MotherPop9 Ártico economia e Clima

O governo russo estabelece estratégia de 15 anos “fundamentos da política estatal no Ártico até 2035”, Leia texto completo em Notas de AZ: https://notasdeaz.blogspot.com/
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2020.09.19 20:02 SamueleDelPapa Storia di un vero comunista

NICOLA BOMBACCI: QUALCOSA DA SAPERE «”Un ribelle che, per rimanere fedele ai suoi ideali, passò dal massimalismo socialista alla fondazione del partito comunista nel 1921, fino ad arrivare al corporativismo integrale e all'esperienza di Salò. Il socialismo di Bombacci, del Mussolini ante-1914… è un impasto schiettamente italiano di dottrina (mai dogmatica) e di prassi, di romanticismo mazziniano e di recondite ascendenze anarchiche, di amore sincero per gli ultimi e di odio per il conformismo, il milieu piccoloborghese, il positivismo panciuto e bolso”». Raccontarono la moglie di Mussolini e lo confermò la figlia di Bombacci, che quando Mussolini uscì dal massimalismo socialista per tentare una via rivoluzionaria da altre sponde, lui e Bombacci furono in segreto e tacito accordo per una rivoluzione socialista da perseguire da opposte strade. Nel 1917 Mussolini si trova con tutte le sinistre contro, mentre Bombacci è con Lenin a Mosca. Mussolini sale al potere nel 1922, assieme a forze reazionarie e conservatrici, ma ciò non gli impedirà di conseguire accordi commerciali vantaggiosi, con la Russia sovietica che vorrà riconosce. In cantiere c’è anche un importante contratto petrolifero con i sovietici, ma giace dimenticato in parlamento. Mussolini, segretamente incarica il comunista Bombacci, di denunciare questa “dimenticanza” alla Camera. Il problema viene fuori e l’accordo va in porto. 1924, Mussolini tenta tutte le strade per aprire ad un governo di centro sinistra, dice al suo amico e socialista Carlo Silvestri di sollecitare i socialisti e i Confederali a venirgli incontro prima che le forze reazionarie lo ingabbino nel governo. Anche Bombacci viene sollecitato a sondare il terreno in questo senso. Come sappiamo, il massonico delitto Matteotti fermerà tutto e Mussolini dovrà governare con una dittatura. La seconda metà degli anni ’20 vede Bombacci espulso dala PCdI, ma il sivietico Zinov’ev lo reintegra affidandogli il compito di addetto commerciale all’ambasciata sovietica a Roma, nel quadro delle ripristinate relazioni diplomatiche italo-russe. Siamo in pieno bieco ventennio, Mussolini governa da tempo da posizioni conservatrici, ma non rinuncia a introdurre grandi riforme sociali. Bombacci gli viene incontro e nel 1936 pubblica la rivista “La Verità” (sinonimo di Pravda), protetta dal Duce e con scorno delle correnti reazionarie del partito fascista. “La Verità” darà un grande impulso per spingere il Corporativismo verso posizioni socialiste e prende le distanze dai crimini del comunismo in Russia. Scrive: « È in atto una grandiosa rivoluzione sociale. È l’ora della collettività. (…) Oggi come ieri ci muove lo stesso ideale: il trionfo del lavoro. Per tale trionfo lottiamo da trentacinque anni. (…) Oggi la storia ci pone dinanzi agli occhi l’esperimento di Mussolini. Non è più soltanto una dottrina, è un ordine nuovo che si lancia audacemente sulla via maestra della giustizia sociale». Anni ’30. Bombacci ha il figlio gravemente malato, bisognoso di cure costose al “Rizzoli di Bologna”, si rivolge al suo amico Mussolini. Prassi vuole che la pratica passi da Achille Starace, segretario del PNF. Questo farabutto gli fa problemi e gli dice che comunque più di tanto non potrà fargli avere. Poi Starace va da Mussolini e gli notifica che il “comunista” Bombacci avrebbe bisogno di aiuto, ma lui gli ha fatto capire come stanno le cose. Mussolini non fa una piega, gli dice solo di consegnare a lui la pratica. Appena ricevutala chiama il suo segretario e gli dice di far avere a Bombacci tutto quello che gli necessita. Giorni dopo, la cosa arriva alle orecchie di Starace, che tempo dopo ha modo di incontrare Bombacci, e falso, ipocrita e vile, gli dice: “ci avevi creduto che non avrei acconsentito alla tua richiesta eh!”. 1940. Arriva la guerra, altri pur rimasti grandi amici, anarchici e socialisti, di Mussolini, non lo seguono sullo schieramento bellico, non se la sentono di fare guerra alle grandi democrazie. Ma Bombacci no, egli comprende perfettamente che le grandi democrazie capitaliste e anglo americane sono il cancro dell’umanità: sarà con Mussolini, convinto che per una rivoluzione socialista è necessario vincere la guerra contro le plutocrazie. Cosicchè con lo scoppio della guerra, mentre altri amici socialisti e anarchici di Mussolini se ne discostano non condividendo l’alleanza con la Germania, Bombacci è ancora con Mussolini rendendosi conto del carattere della guerra contro le plutocrazie. 1943, Mussolini è perfettamente conscio che la guerra sui due fronti è perduta, sa che i sovietici pur vincitori a Stalingrado hanno una grave crisi di uomini, conseguenza delle gravissime perdite subite. Bombacci, è incaricato da Mussolini, di sondare le possibilità di un armistizio con l’URSS per riversare ogni forza contro gli anglo americani. Sembra che i sovietici, che non si fidano che gli anglo americani apriranno l’altro fronte per sollevarli da tutto il peso della guerra, potrebbero essere propensi ad uscire dalla guerra dopo che le forze Germaniche si sono ritirate dal suolo russo. Si parla addirittura di chiedere di far venire Molotov al Convegno di Feltre del luglio 1943. Ma come sappiamo Hitler non è d’accordo, non vuol rinunciare ai possedimenti ad Est e comunque non di uscire dalla guerra senza prima una significativa vittoria sul campo, che non ci sarà mai più, e si oppone. Questa speranza di un già problematico e difficile armistizio con i sovietici tramonta. Quando dopo l’8 settembre ‘43, approfittando che per la prima volta nella sua storia, l’Italia non è sotto la cappa del Vaticano, della Confindustria e della Monarchia, Mussolini da vero rivoluzionario ne approfitta e fonda la prima e unica repubblica socialista: la RSI. Bombacci accorre entusiasta e si butta a capofitto nella realizzazione della Socializzazione. A Genova, di fronte a 30 mila operai, Bombacci illustra la socializzazione voluta da Mussolini: il Lavoro nella Direzione delle Aziende e la ripartizione degli utili. Il sogno della realizzazione del socialismo, con il loro impegno preso 30 anni addietro, nel 1914, si stava realizzando. 1944. Assieme al prefetto Gatti, su incarico di Mussolini, Bombacci compie una indagine a 360 gradi sul delitto Matteotti, individua i veri responsabili, che dirà “purtroppo oramai sono al sicuro tra le braccia degli Alleati”. Compilano un dossier che a Garbagnate cadrà in mano dei partigiani e sparirà per sempre. Scriverà Renzo De Felice che quel dossier, finito nelle mani di Emilio Sereni, comunista nel CLN preposto alle requisizioni, venne passato a Togliatti che lo barattò con gli interessati. 28 aprile 1945 A Dongo, nonostante non avesse alcun crimine da potergli addebitare, Bombacci venne vilmente fucilato, perchè doveva essere tacitato di tante cose. Mori pronunciando: “Viva il Socialismo”, “Viva Mussolini”. Forse peggio fecero gli infami missisti che si fregiarono del nome di Bombacci, quale ex comunista in camicia nera”, ne raccontarono la bella morte, come quella di Giuseppe Solaro, ma si guardarono bene, loro lustrascarpe del capitale, di parlare delle sue idee fasciste e socialiste.
Maro Baco
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2020.09.14 20:25 Des777soc O stalinismo nunca apoiou nenhuma revolução; as boicotou (I)

Vi, em um debate recente, uma viúva de Stálin afirmar que as revoluções e implantações de estados operários em várias partes do mundo foi fruto da política do “socialismo em um só país” aplicada pela União Soviética a partir de meados da década de 1920. O debatedor encheu os pulmões para louvar o stalinismo, atribuindo à burocracia soviética os processos de libertação nacional e independência dos países coloniais e de governo operário no leste europeu, China, Coreia, Vietnã, Cuba…
Essa, no entanto, não é uma análise científica. O que realmente aconteceu foi muito diferente do propagado pelos stalinistas.
A teoria do “socialismo em um só país” foi desenvolvida em um momento no qual a burocracia stalinista havia tomado conta do Partido Bolchevique após a morte de Lênin com o único objetivo de se encastelar no Crêmlin e proteger-se de quaisquer turbulências. Foi uma desculpa para trair a tradição internacionalista fundada por Marx e Engels de promover a revolução mundial, afirmando que a URSS, após a guerra civil e as derrotas das revoluções pós-Revolução Russa, não tinha condições de levar adiante a organização do proletariado internacional para a tomada do poder.
O verdadeiro motivo era que, caso ocorressem revoluções em outras partes, essas transformações dariam um ímpeto à própria classe operária soviética, que já havia passado pela experiência revolucionária menos de dez anos antes, e esta se movimentaria novamente para reaver a política de 1917, desvirtuada e traída pela burocracia. Para recuperar a organização independente nos sindicatos – domesticados pela mão de ferro do estado operário degenerado -, os direitos conquistados após a revolução e que depois foram sendo retirados por Stálin – como o direito das mulheres ao aborto – e, finalmente, para retomar para si o poder do Estado, derrubando a casta burocrática que parasitava o aparelho partidário e estatal.
A burocracia – como qualquer burocracia reacionária – tremia só de pensar em perder os seus privilégios adquiridos à custa da classe trabalhadora.
Foi assim que, já em 1926, diante de uma greve geral de características revolucionárias na Inglaterra, a política externa stalinista tratou de conter o movimento operário inglês ao ficar à reboque dos sindicalistas social-democratas no Comitê Anglo-Russo, que traíram a greve e acabaram com ela. No ano seguinte, foi a vez de uma experiência ainda mais catastrófica na China, quando a aliança com o já reacionário Kuomintang levou o Partido Comunista a uma derrota avassaladora e a um banho de sangue dos operários que se ergueram em Xangai, desorganizando completamente o movimento popular chinês pela repressão do Kuomintang.
Após essas fatídicas derrotas, o stalinismo e a III Internacional controlada por ele implementaram um giro de 180 graus, indo da direita para o ultra-esquerdismo. Na Alemanha, por exemplo, os comunistas se recusaram a fazer uma frente única com a social-democracia contra a ascensão de Hitler e na França chegaram a apoiar ações fascistas contra a mesma social-democracia. Era a política do “Terceiro Período”, que pregava o “social-fascismo”, afirmando que não se poderia mais fazer alianças com os reformistas (mesmo eles sendo majoritários no movimento operário), porque eram o braço esquerdo do fascismo. Imaginavam, ademais, que seria até bom a subida ao poder dos fascistas, porque estes desestabilizariam a tal ponto o regime político burguês que enfraqueceriam a burguesia e, sendo eles próprios muito frágeis, abririam o caminho para a revolução socialista!
Depois de mais um ciclo de derrotas, com os nazistas enviando tanto os comunistas como os social-democratas para os campos de concentração, o stalinismo implementou um novo giro de 180 graus em sua política centrista, pregando novamente uma colaboração de classes com a burguesia e promovendo as chamadas frentes populares em todos os lugares.
Após aliar-se com os fascistas, portanto, o Partido Comunista Francês, sob as ordens da III Internacional, formou uma frente com o Partido Socialista e o Partido Radical em um movimento de ascensão revolucionária do proletariado francês. Essa frente serviu ao único propósito de conter o desenvolvimento da classe operária para a tomada do poder. Intensas agitações infestaram o país em 1936, com greves e ocupações de fábricas, até explodir uma greve geral de características revolucionárias. A frente popular, que estava no governo, teve de entregar os anéis para não perder os dedos, e o PCF foi fundamental nessa política, tanto de boicotar o movimento como de acabar com a greve fazendo concessões para que a crise revolucionária terminasse sem a tomada do poder pelo operariado, mantendo assim a burguesia no controle da situação.
Caso ainda mais grave foi na Espanha. O governo republicano teve forte apoio do Partido Comunista, sendo, assim, um governo de frente popular e colaboração de classes, e tendo chegado ao poder graças à mobilização radical dos trabalhadores espanhóis. A situação evoluiu de maneira que, em 1936, estourou uma revolução, na qual os operários ocuparam fábricas e os camponeses, as terras. A burguesia reagiu com o fascismo entrando em guerra civil com os republicanos e seus aliados comunistas e anarquistas. Durante a guerra, que durou até 1939, ao invés de tomar as armas para, enquanto lutava contra o fascismo, desenvolver o caráter socialista da revolução, os comunistas praticaram uma política tão direitista quanto os republicanos.
Mas o fato mais marcante da revolução espanhola foi o papel da própria URSS. Em sua política internacional de conciliação com os países imperialistas “democráticos”, concordou em não intervir do lado republicano na guerra, mas ao mesmo tempo a Alemanha e a Itália enviavam homens e armas para as tropas de Franco. Quando a situação degringolou, os soviéticos se limitaram a criar brigadas internacionais (sob a pressão do movimento operário mundial), controlando-as rigidamente, sem o poder necessário e possível para intervir de verdade na guerra a fim de desequilibrar o conflito a favor da República.
Quando chegaram à Espanha, as brigadas, subordinadas ao Partido Comunista (que, por sua vez, era subordinado a Moscou) substituíram, à força, as milícias operárias, transformando-as em exército regular e as incorporando nas tropas republicanas, que, naquele momento, já estavam em claro declínio. O ponto mais dramático foi o confronto do Partido Comunista com os militantes do Partido Operário de Unificação Marxista (POUM), que era tachado de trotskista, e que levou a uma repressão violentíssima de seus militantes pelos oficiais do PCE, desintegrando o POUM e jogando a pá de cal na última esperança de organização independente dos operários espanhóis. Isso já foi em 1939 e tornou-se fundamental para a derrota das forças de esquerda para o franquismo, que impôs seu domínio sobre o país transformando a Espanha em um estado fascista que durou 35 anos.
(Continua)
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2020.09.11 23:28 Dannzsche David Graeber sobre a 'Vitória'

Vou só compartilhar um trecho aqui de um ensaio do David Graeber - O Choque da Vitória - É um exercício imaginativo valioso sobre o significado da revolução ou simplesmente da 'vitória' enquanto um processo histórico de ruptura:
"Isto nos leva a uma questão interessante. O que significaria conquis­tar não apenas nossos objetivos de médio prazo, mas também os de lon­go prazo? No momento não está muito claro para ninguém como isso poderia acontecer, pela simples razão de que nenhum de nós tem muita fé remanescente “na” revolução, no antigo sentido dado ao termo nos sé­culos XIX e XX. Afinal, a visão total de uma revolução, de que haverá uma única insurreição em massa ou greve geral e então todos os muros ruirão, é inteiramente baseada na velha fantasia de dominar o Estado. Esta seria a única maneira possível de a vitória ser tão absoluta e com­pleta — pelo menos se estivermos falando de um país inteiro ou de um território significativo.
Para ilustrar, consideremos: o que haveria realmente signi­ficado para os anarquistas espanhóis ter “vencido” em 1937? É impressi­onante quão raro nos fazemos perguntas como essa. Apenas imaginamos que teria sido algo como a Revolução Russa, que começou de modo se­melhante, com a dissolução do antigo exército, a criação espontânea de sovietes. Mas isso foi nas grandes cidades. A Revolução foi seguida de anos de guerra civil na qual o Exército Vermelho gradualmente impôs o controle do novo Estado a cada parte do Império Russo, quisessem ou não as comunidades em questão. Imaginemos que as milícias anarquistas na Espanha tivessem derrotado o exército fascista, e então desfeito com­pletamente e expulsado o Governo Republicano socialista de seus gabi­netes em Barcelona e Madri. Decerto teria sido uma vitória aos olhos de qualquer um. Porém, o que teria acontecido em seguida? Haveriam eles transformado a Espanha em uma não república, um anti­estado estabe­lecido exatamente dentro das mesmas fronteiras internacionais? Haveri­am imposto um regime de conselhos populares em cada vila e município no território do que outrora fora a Espanha? Como, exatamente?
Preci­samos ter em mente que em muitas vilas, povoados e até regiões do país os anarquistas eram quase inexistentes. Em alguns, praticamente toda a população era formada por católicos ou monarquistas conservadores; em outros (digamos, no País Basco), havia uma classe trabalhadora militan­te e bem ­organizada, porém esmagadoramente socialista ou comunista. Mesmo no auge do fervor revolucionário, a maioria deles continuaria fiel a seus antigos valores e ideias. Se a FAI vitoriosa tentasse exterminar a todos — uma tarefa que teria exigido matar milhões de pessoas —, ex­pulsá-­los do país, realocá-los à força em comunidades anarquistas ou mandá-­los para campos de reeducação, seria não só culpada de atroci­dades de nível mundial, mas também teria de deixar de ser anarquista.
Temos que ter em mente aqui que havia muitas vilas, cidades e até mesmo regiões inteiras da Espanha onde anarquistas eram quase inexistentes. Em alguns, quase toda a população era composta de católicos conservadores ou monarquistas; em outros (digamos, o País Basco), havia uma classe trabalhadora militante e bem organizada, mas uma classe predominantemente socialista ou comunista. Mesmo no auge do fervor revolucionário, a maioria deles permaneceria fiel a seus antigos valores e ideias. Se a FAI vitoriosa tentasse exterminar todos eles – uma tarefa que exigiria a morte de milhões de pessoas – ou expulsá-los do país, ou realojá-los à força em comunidades anarquistas, ou enviá-los para campos de reeducação – eles não seriam apenas culpados de atrocidades a nível mundial, mas teriam que desistir de ser anarquistas. Organizações democráticas simplesmente não podem cometer atrocida­des nessa escala sistemática: para isso, seria necessária uma entidade verticalizada de inspiração comunista ou fascista, já que não se pode fa­zer com que milhares de seres humanos massacrem de forma sistemática mulheres, crianças e idosos indefesos, destruam comunidades ou expul­sem famílias de seus lares ancestrais a menos que eles possam alegar es­tar apenas cumprindo ordens. Parece que haveria somente duas soluções possíveis para o problema:
1. Deixar a República continuar como governo de fato, controlado por socialistas, deixar que imponham o controle do governo nas áreas de maioria de direita, enquanto obtêm algum tipo de acordo com eles para que deixem as cidades, vilas e aldeias de maioria anarquista em paz para se organizarem como desejam… e espero que o governo mantenha o acordo.
2. Declarar que todos deveriam formar suas próprias assembleias populares locais e permitir-lhes decidir seu próprio modo de auto-organização.
A segunda parece a mais ajustada aos princípios anarquistas, mas os resultados provavelmente não teriam sido muito diferentes. Afinal, se os habitantes de Bilbao, digamos, tivessem um ardente desejo de criar um governo local, como exatamente alguém os teria impedido? Municípios onde a Igreja ou proprietários de terras ainda tivessem apoio popular presumivelmente colocariam as mesmas velhas autoridades direitistas no poder; municípios socialistas ou comunistas poriam burocratas de seus partidos; estadistas de direita e de esquerda formariam então confederações rivais que, embora eles controlassem apenas uma fração do antigo território espanhol, se declarariam o legítimo governo da Espanha. Os governos estrangeiros reconheceriam uma ou a outra — já que ninguém estaria disposto a trocar embaixadores com um não governo como a FAI, mesmo supondo que esta o desejasse, o que não seria o caso.
Em outras palavras, a guerra armada poderia terminar, mas a luta política continuaria, e grandes partes da Espanha presumivelmente acabariam parecendo-se com a Chiapas contemporânea, com cada distrito ou comunidade dividido em facções anarquista e antianarquista. A vitória final teria de ser um processo longo e árduo. A única maneira de realmente persuadir os enclaves estadistas seria persuadir suas crianças, o que poderia ser alcançado com a criação de uma vida obviamente mais livre, mais prazerosa, mais bonita, segura, relaxada e satisfatória nos setores sem Estado. Os poderes capitalistas estrangeiros, por outro lado, mesmo que não interviessem militarmente, fariam todo o possível para evitar a notória “ameaça do bom exemplo”, por meio de boicotes econômicos e subversão e despejando recursos nas zonas estatizadas. No fim, tudo provavelmente dependeria do grau em que as vitórias anarquistas na Espanha inspirassem insurreições em outros lugares.
A verdadeira razão do exercício imaginativo é apenas mostrar que não existem rupturas totais na História. O outro lado da velha ideia da ruptura total, aquele momento em que o Estado cai e o capitalismo é derrotado, é que nada além disso representa uma vitória real. Se o capitalismo permanecer de pé, se começar a mercantilizar nossas ideias outrora subversivas, é a prova de que eles venceram. Nós perdemos, nós fomos cooptados. Para mim isso é absurdo. Podemos dizer que o feminismo perdeu, que não conquistou nada, só porque a cultura corporativa se sentiu obrigada a demonstrar apoio à condenação do sexismo e firmas capitalistas começaram a comercializar livros, filmes e outros produtos feministas? É claro que não: a menos que tenhamos conseguido destruir o o capitalismo e o patriarcado com um golpe mortal, esse é um dos mais claros sinais de que chegamos a algum. É de se presumir que qualquer estrada efetiva para a revolução envolverá infinitos momentos de cooptação, infinitas campanhas vitoriosas, infinitos pequenos momentos de insurreição ou momentos de autonomia fugaz e encoberta. Hesito mesmo em especular como realmente seria. No entanto, para começarmos a caminhar nessa direção, a primeira coisa que precisamos fazer é reconhecer que, de fato, vencemos algumas.
Na verdade, ultimamente, temos vencido um bocado. A questão é como romper o ciclo de exaltação e desespero e gerar algumas visões estratégicas (quanto mais, melhor)dessas vitórias construídas uma sobre a outra, para criar um movimento cumulativo rumo a uma nova sociedade."
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2020.09.02 16:05 guy-in-doubt Opositor russo foi envenenado com agente químico nervoso Novichok: Governo da Alemanha [em inglês]

Opositor russo foi envenenado com agente químico nervoso Novichok: Governo da Alemanha [em inglês] submitted by guy-in-doubt to geopolitica [link] [comments]


2020.09.01 01:19 DIOgenes_123 O futuro da Rússia e da Bielorrússia: só o socialismo pode parar o neoliberalismo

Os neoliberais odeiam Lukashenko e Putin pois ambos foram cruciais para impedir a privatização desenfreada de todos os ativos estatais em seus respectivos países.
Tanto Bielorrússia quanto Rússia claramente não estão de acordo com o consenso de Washington e pagam hoje o preço, com sanções e sabotagem constantes do Ocidente. Como resultado, eles também se aproximaram da China em oposição à hegemonia americana.
Porém, à medida que o capital se globaliza e se acumula, como é natural ao capitalismo, os conglomerados multinacionais se fundem; as ações de empresas são comercializadas internacionalmente e a burguesia tende a se tornar uma massa amorfa, livre de barreiras nacionais. Claro, haverá competição entre monopólios e o uso de políticas nacionais para obter vantagens, mas a tendência ainda existe.
Lukashenko e Putin, assim como outros líderes burgueses nacionalistas do terceiro mundo, não lutam pelos interesses nacionais por causa da bondade de seu coração, mas por conta da pressão nacional de sua burguesia e proletariado.
Porém, se a referida burguesia nacional fizesse um acordo aceitável com a burguesia internacional, integrando-se com sucesso e sem desvantagens consideráveis, quem diria que ela não trairá seu proletariado?
Quando Lukashenko começa a falar sobre as reformas constitucionais devido aos protestos neoliberais pró-OTAN, é claro, na minha opinião, que ele decidiu por um processo lento de liberalização da economia e do governo bielorrussos. A Rússia elogiou esses esforços até agora, desde que a o país não saia de sua esfera de influência.
Mas a Bielorrússia não poderia ser um prelúdio para a Rússia e, por extensão, nações como o Irã ou a Síria? Conforme a hegemonia do capital dos EUA começa a encolher, um novo capital globalizado toma o seu lugar. O capital chinês, indiano, ASEAN (Associação de Nações do Sudeste Asiático), da União Africana, etc, está expandindo e seu principal objetivo é maximizar o lucro (a China tem algumas especificidades ligadas à sua política externa e capital estatal, mas este não é o texto para falar sobre isso).
A aposentadoria e as políticas sociais são “generosos demais” na Rússia. Seu setor estatal é “muito inchado”. A única coisa que impede os oligarcas russos de se alimentar desse cordeiro é o ameaçador Lobo americano-europeu na porta. Afinal, o neoliberalismo pode construir infraestrutura e maximizar a produção, mas não será para as pessoas, apenas para o lucro.
Lenta ou rapidamente, o neoliberalismo reinará supremo sobre a Bielorrússia, a Rússia e, por extensão, todas as nações capitalistas. Isso é natural para o capitalismo. Somente um novo sistema pode impedir a marcha do lucro. Os socialistas das nações de renda média devem começar os preparativos para encerrar suas alianças com sua burguesia nacional, outrora válidas para o combate ao imperialismo e o capital dependente. Ficar ideologicamente preso levará a um beco sem saída.
submitted by DIOgenes_123 to SocialismoBrasileiro [link] [comments]


2020.08.30 21:44 PrinzEugen111 Senhor De Si

“ Nunca deixa de me espantar o fato que ligamos muito mais para nós mesmos do que ligamos para os demais que nos rodeiam, e mesmo assim ligamos mais para a opinião e vida dos outros do que para as nossas “
Marco Aurélio
Ja parou para pensar, o quanto você, leitor que lê este singelo “desabafo” já tornou uma situação insignificante em algo de proporções infinitamente maiores por conta dos outros? Por conta daquele seu amigo que passou em uma federal mais rápido que você? Por causa daquele seu primo que arranjou um suposto emprego dos sonhos enquanto você ainda sofre no seu? Porque a sua ex namorada arranjou um novo namorado supostamente melhor que você em diversos aspectos? Agora, lhe pergunto, será mesmo que todo esse cenário é verídico? E se for? Quanto irá durar em um mundo que não aceita mestres e a única lei que obedece é a Impermanência? Por que você se preocupa com oque cada um aparentemente tem ou conquistou? No fim, posso lhe garantir, que eles não existem, no final só existe você.
Analisemos de um ponto de vista mais aprofundado, te dirijo a seguinte questão: Você liga se um suposto Ivan Chechenknov conseguiu seu tão sonhado emprego dentro de um importante cargo administrativo dentro do governo russo? Claro que não, e por que? Porque o vitorioso Ivan Chechenknov vive na Russia, milhares de quilômetros longe de você, está distante da sua realidade, nem você nem ele sabem quem um e outro sequer existem, logo não haveria sequer razão para “dar a miníma” correto?
Agora, e se eu te dissesse que você pode simplesmente se importar com os outros que o cercam tanto quanto você se importa com o Ivan Chechenknov? Você poderia simplesmente cercar a si próprio unicamente dos seus interesses e objetivos e pensar nos outros tanto quanto pensa por exemplo na situação dos suricatas no continente africano ( os quais claramente assim como o Ivan, você não liga ).
Desligue de uma vez o Facebook, termine com o Cabaré que é o Instagram, se cerque de você. Construa as fundações da sua alma, lute a guerra material que é o dia a dia sem se importar com aqueles que lhe são insignificantes para que assim se livre das amarras da sociedade e se torne Senhor de si mesmo e do destino que o aguarda.
submitted by PrinzEugen111 to desabafos [link] [comments]


2020.08.27 16:02 Scabello More about Belarus color "revolution"

Text from a amazing marxist virtual magazine from Brazil.

https://revistaopera.com.b2020/08/26/belarus-nacionalismo-e-oposicao/

Belarus: nacionalismo e oposição


As manifestações em Belarus estão recebendo uma grande cobertura nos meios ocidentais, o que se reflete na imprensa brasileira, que se contenta em traduzir e repetir aquilo que é dito em grandes veículos europeus. A amplitude e até a paixão dessa cobertura gera, por efeito de contraste, uma sensação de falta de profundidade, já que em meio de tantas notícias, carecemos até mesmo de uma introdução sobre aspectos específicos do conflito e dos atores que participam dele. O que a cobertura nos oferece, no entanto, é uma narrativa sobre manifestantes lutando contra um ditador em nome da liberdade, discurso fortalecido por uma certa abundância de imagens. Na frente desta luta, a candidata derrotada – alegadamente vítima de fraude – Sviatlana Tsikhanouskaya, uma “mulher simples”, “apenas uma dona de casa”, o símbolo da mudança. Em alguns dos meios de esquerda e alternativos, este posicionamento da grande mídia já gera uma certa desconfiança. Imediatamente surgem perguntas sobre quem forma essa oposição e se podemos fazer comparações com a Ucrânia em 2014, onde uma “revolução democrática” foi acompanhada por grupos neofascistas, ultranacionalismo e chauvinismo anti-russo. Outros já se revoltam contra o reflexo condicionado e declaram que não podemos julgar os eventos de Belarus pela ótica dos eventos ucranianos, e que avaliações não deveriam ser feitas na função inversa da grande mídia. Me deparando com a diversidade de problemas que podem ser desenvolvidos a partir do problema de Belarus, decidi começar com um problema simples de imagem e simbologia, mas que nos traz muitas informações. As imagens que estampam os jornais são dominadas por duas cores: branco e vermelho.

Uma disputa pela história

Uma faixa branca em cima, uma faixa vermelha no meio e outra faixa branca embaixo – esta bandeira domina as manifestações oposicionistas em Belarus. Ela surgiu primeiro em 1919, em uma breve experiência política chamada de República Popular Bielorrussa, órgão liderado por nacionalistas mas criado pela ocupação alemã no contexto do pós-Primeira Guerra, Guerra Civil na Rússia e intervenção estrangeira que ocorreu naquele período. Uma bandeira diferente do símbolo oficial de Belarus: do lado esquerdo, uma faixa vertical reproduz um padrão tradicional bielorrusso, como na costura, em vermelho e branco, do lado duas faixas horizontais, vermelho sobre verde (somente um terço em verde). Bandeira muito similar à velha bandeira da República Socialista Soviética de Belarus, com a diferença que na antiga o padrão tradicional estava com as cores invertidas e na massa vermelha horizontal brilhava a foice-e-martelo amarela com uma estrela vermelha em cima. Os manifestantes também usam um brasão de armas histórico do Grão Ducado da Lituânia, a Pahonia, onde vemos um cavaleiro branco, brandindo sua espada e segurando um escudo adornado por uma cruz jaguelônica. O emblema oficial de Belarus, no entanto, é diferente, correspondendo à simbologia soviética, onde um sol que se levanta sobre o globo ilumina o mapa de Belarus, com bagos de trigo nos flancos e uma estrela vermelha coroando a imagem. Essa diferença entre símbolos do governo e da oposição não é só uma diferença política momentânea, mas remete a uma disputa pela identidade nacional de Belarus, a processos divergentes de formação de consciência nacional, conforme exemplificados por Grigory Ioffe. Quando Belarus se tornou independente da União Soviética nos anos 90, isto aconteceu apesar da vontade popular, sem movimentos separatistas como os que ocorreram vigorosamente nas repúblicas soviéticas bálticas, vizinhas de Belarus pelo norte, ou na parte ocidental da Ucrânia, país que faz fronteira com Belarus pelo sul. Pelo menos até pouco tempo atrás, a maioria dos cidadãos se identificava com a Rússia e concebia a história de Belarus no marco de uma história soviética. Para a maioria da população, o evento mais importante da história de Belarus foi a Grande Guerra Patriótica, isto é, a resistência contra os invasores nazistas, o movimento partisan como primeiro ato de vontade coletiva. É depois da guerra que os bielorrussos se tornam maioria nas cidades do país (antes de maioria judaica, polaca e russa), bem como dirigentes da república soviética – líderes partisans se tornaram líderes do partido. Esse discurso filo-soviético também é acompanhado pela ideia de proximidade com a cultura russa, inclusive a constatação de que é difícil fazer uma diferenciação nacional entre as duas culturas. Em termos de narrativa histórica, isso é acompanhado por afirmações como a de que a Rússia salvou o povo das “terras de Belarus” da opressão nacional e religiosa dos poloneses. Então, figuras históricas da Rússia são lembradas, como por exemplo o general Alexander Suvorov (1730 – 1800), que é celebrado como um herói da luta contra a invasão polonesa das “terras de Belarus” e da Rússia em geral. Essa ideia de união entre Rússia e Belarus é fundamental para o pan-eslavismo. A revolução em 1917 também é considerada um episódio nacional, o começo da criação nacional de Belarus dentro da União Soviética, com sua própria seção bolchevique e adesão dos camponeses à utopia comunista, mas nem isso e nem a história nacional russa superam a Segunda Guerra Mundial como fator de consciência nacional. Contra esta visão surgiu uma alternativa ocidentalizante, que propõe que Belarus é um país completamente diferente da Rússia, que foi dominado pela Rússia e que precisa romper com Moscou para ser um país europeu. Essa tendência tenta afirmar a existência de um componente bielorrusso específico na Comunidade Polaco-Lituana, identificando a elite pré-nacional com nobres locais. Atribuem a “falta de consciência nacional” no país à intrigas externas. Seus heróis de forma geral são heróis poloneses, e celebram quando os poloneses invadiram a Rússia. Se esforçam por fazer uma revisão histórica que justifique a existência de uma nacionalidade bielorrussa atacando a narrativa ligada à Segunda Guerra Mundial, renegando a luta dos partisans e enquadrando sua nação como uma “vítima do estalinismo”, que passa ser comparado com o nazismo como uma força externa. Suas preocupações centrais, além de tentar construir uma história de Belarus antes do século XX, está a preservação da língua bielorrussa em particular, com suas diferenças em relação ao russo. Nessa visão, as repressões do período Stálin deixam de ser uma realidade compartilhada com os russos e outras nacionalidades soviéticas, para ser entendida como uma repressão contra a nação de Belarus, exemplificada principalmente pela repressão de intelectuais nacionalistas. Na tentativa de desconstruir o “estalinismo” e os partisans, os nacionalistas defenderam a Rada Central de Belarus, um órgão colaboracionista criado pela ocupação alemã, que não pode ser chamado sequer de governo títere, mas que adotava a visão histórica dos nacionalistas e fez escolas de língua exclusivamente bielorrussa em Minsk. A Rada foi liderada por Radasłaŭ Astroŭski, que foi para o exílio norte-americano e dissolveu órgão depois da guerra para evitar responsabilização por crimes de guerra. A versão nacionalista não só defende a “posição complicada” dos colaboradores nos anos 40, como revisa positivamente o papel do oficial nazista Wilhelm Kobe, Comissário Geral para Belarus entre 1941 e 1943 (até ser assassinado pela partisan Yelena Mazanik). Argumenta-se que Kobe seria um homem interessado nas coisas bielorrussas e seu domínio permitiu o florescimento nacionalista. Do lado colaboracionista existiu uma Polícia Auxiliar e a Guarda Territorial Bielorrusa, as duas ligadas aos massacres nazistas e associadas a uma das unidades mais infames da SS, a 36ª Divisão de Granadeiros da SS “Dirlewanger”. Depois, foi formada por uma brigada bielorrussa na 30ª da SS. A colaboração usava as bandeiras vermelha e branca, com a Guarda Territorial usando braçadeiras nessa cor. Essas cores seriam retomadas na independência do país em 1991, mas foram muito atacadas por sua associação com a colaboração. Por isso ela foi rechaçada por uma maioria esmagadora em um referendo realizado em 1995, que definiu os símbolos nacionais de hoje e mudou o “Dia da Independência” para 3 de Julho, dia em que Minsk foi libertada das forças de ocupação nazista, em 1944. A visão nacionalista e ocidentalizante é minoritária, compartilhada por algo entre 8% e 10% da população; número que é consistente com o número de católicos do país – um pouco maior, na verdade, o que serve para contemplar uma minoria de jovens de Minsk, que proporcionalmente tendem a ser mais adeptos de uma visão distinta da história soviética. Em 1991, o nacionalismo se reuniu na Frente Popular Bielorrussa, em torno da figura do arqueólogo Zianon Pazniak, que representava uma militância radical, anti-russa, europeísta e guardiã dessa simbologia nacional. O movimento fracassou e parte disso provavelmente se deve à liderança de Pazniak, tido como intolerante. Havia também um movimento paramilitar chamado Legião Branca, que se confrontaria com Lukashenko no final dos anos 90. Estes seriam “os nazis bielorrussos dos anos 90”, pecha que é disputada por seus defensores, que os retratam até mesmo como democratas, mas que é justificada por seus detratores baseada em seu separatismo étnico e intolerância dirigida aos russos apesar de viverem no mesmo espaço e a maioria do seu próprio país falar a língua russa. Ainda assim, o alvo-rubro vem sendo reivindicado como um símbolo de liberdade, democracia e independência: seus defensores vêm tentando firmar a identidade dessa bandeira mais em 1991 do que em 1941. Para todos os efeitos, se tornou um símbolo de oposição Lukashenko, símbolo de “outra Belarus”, com boa parte dos jovens mantendo uma atitude receptiva em relação a ela – um símbolo carregado de controvérsia, mesmo assim. Essas divergências simbólicas escondem diferentes histórias e questões políticas radicais. Além disso, é possível constatar que Belarus tem dois componentes nacionais externos em sua formação: os poloneses e os russos. No plano religioso, o catolicismo associado com Polônia e a ortodoxia associada à Rússia (segundo dados de 2011, 7,1% da população católica, 48,3% ortodoxa e 41,1% diz não ter religião, 3,5% se identificam com outras). Na disputa histórica, existe uma narrativa filo-soviética e outra ocidentalizante. Nesta última década, o próprio governo Lukashenko presidiu sobre uma política de aproximação e conciliação dessas narrativas históricas sobre Belarus, tentando ocupar uma posição mais nacionalista, mesmo que mantendo o núcleo soviético como fundamental. Esta aproximação foi muito criticada por um núcleo duro de patriotas e irredentistas russos. Por outro lado, dentre os manifestantes não necessariamente há uma ruptura total com a narrativa histórica partisan e motivos antifascistas, pelo menos não se buscarmos casos individuais – nesse caso, o uso histórico da bandeira seria ignorado ou superado por outra proposta. Apesar de existir uma oposição que busca lavar a bandeira alvirrubra, é possível identificar nacionalistas radicais na oposição?

Belarus não é Ucrânia – mas pode ser ucranizada?

Pelo menos em meios ocidentais, se afirmou muito que “a crise de Belarus não é geopolítica”. Muitos textos publicados no Carnegie Moscow Center elaboraram em torno dessa afirmação. A declaração da Comissão Europeia afirmou isso. O professor e colunista Thimothy Garton Ash escreveu no The Guardian que sequer se pode esperar um regime democrático liberal depois da saída de Lukashenko, e relata contatos com bielorrussos que dão a impressão de um sentimento ao mesmo tempo oposicionista e pró-russo. Por esse argumento, Belarus é diferente da Ucrânia, as manifestações não têm relação com geopolítica, os bielorrussos até gostam da Rússia e a lógica extrapola ao ponto de dizer que, portanto, Putin tende a apoiá-las. Mais de um texto fala de como a identificação entre bielorrussos e russos, como povos irmãos ou até iguais, “anula” essas questões – isto é, estes textos têm como pressuposto uma solidariedade nacional, uma continuidade entre os dois povos, algo distinto do radicalismo nacionalista. Até parecem acreditar que isto tiraria de Putin o interesse de ajudar Lukashenko ou da Rússia enquadrar esses eventos na sua visão estratégica como algo equivalente ao problema ucraniano. De fato, Belarus não é a Ucrânia. A divisão sobre a identidade nacional não é tão polarizada em Belarus como é na Ucrânia. A divisão regional e linguística, bem como as diferentes orientações geopolíticas, não é tão radical. A marca da colaboração e suas consequências políticas não é tão forte em Belarus como é na Ucrânia – não acredito que o nacionalismo em Belarus está no mesmo patamar do ultranacionalismo ucraniano. No plano da operação política, a comparação com a Ucrânia é feita em função do Maidan de 2014, onde também existem diferenças. O Maidan teve a participação decisiva de partidos políticos consolidados e posicionados dentro do Parlamento, que no momento final tomaram o poder do presidente Yanukovich usando seu poder parlamentar. Partidos ligados a oligarcas multimilionários, com políticos que enriqueceram em negócios de gás, e nas ruas uma tropa de choque de manifestantes formada por nacionalistas bem organizados. Dito isso, devemos olhar para o posicionamento da oposição bielorrussa e não aceitar de forma acrítica as narrativas de que a manifestação não tem nada a ver com geopolítica e que não possuí liderança. Alegam que questões como adesão à OTAN e integração europeia não são primárias na política de Belarus – será mesmo? E essas questões nacionais, não têm relação alguma com as manifestações? Primeiro, um dos movimentos que protagoniza enfrentamentos de rua em Belarus desde outros anos (especialmente nos enfrentamentos de rua de 2010) e se destaca nos meios oposicionistas, inclusive com reconhecimento ocidental, é a Frente Jovem, que é um movimento nacional radical, acusado de filo-fascista e ligado aos neofascistas ucranianos. Este movimento também é ligado ao partido Democracia Cristã Bielorrusa (DCB), o qual ajudou a fundar. Ambos são contra o status oficial da língua russa e querem retirar o russo das escolas. Pavel Sevyarynets, um dos fundadores da Frente Jovem e liderança da DCB, é frequentemente referido como dissidente e “prisioneiro de consciência” foi organizador da campanha “Belarus à Europa”. Ele foi preso antes das eleições como um organizador de distúrbios. A Revista Opera teve acesso ao material de um jornalista internacional que entrevistou um professor de artes bielorrusso, autoproclamado anarquista e defensor das manifestações, que se referiu à prisão de Sevyarynets como um ato preventivo do governo e respondeu a uma pergunta sobre as reivindicações do movimento dizendo que as pessoas tem em sua maior parte bandeiras nacionalistas. Em segundo lugar, cabe ressaltar que um dos principais partidos de oposição e representante das declarações atuais é o Partido da Frente Popular Bielorussa (PFPB), descendente da Frente Popular dos anos 90, um partido de direita, adepto da interpretação nacionalista, hostil à Rússia e pró-europeu. O PFPB, a Democracia Cristã, a Frente Jovem e o partido “Pela Liberdade” são parte de um “Bloco pela Independência de Belarus”. Estes movimentos tiveram vários contatos com grupos neofascistas ucranianos, com a Frente Jovem em específico mantendo relações de longa data e tomando parte em marchas em homenagem a colaboradores como Stepan Bandera e Roman Shukeyvich (que na SS Natchigall foi um carrasco dos habitantes e partisans do sul de Belarus) – diga-se, entretanto, que não necessariamente funcionam da mesma forma que as organizações extremistas. Mesmo movimentos que se organizam como ONGs, com aparência de ativismo genérico e recebendo dinheiro de programas para promover a democracia a partir da Lituânia (que por sua vez direciona dinheiro do Departamento de Estado dos Estados Unidos), servem como organizações nacionalistas, como é o caso da ONG BNR100. Em terceiro lugar, podemos olhar para algumas lideranças de oposição presentes no Conselho de Coordenação formado para derrubar Lukashenko. Foi proclamado que o Conselho de Coordenação é composto por “pessoas destacadas, profissionais, verdadeiros bielorrussos”, por aqueles que “representam o povo bielorrusso da melhor maneira, que nestes dias estão escrevendo uma nova página da história bielorrussa”. Olga Kovalkova, peça importante da campanha de Sviatlana Tsikhanouskaya, que já havia listado pessoas do conselho antes dele ser anunciado oficialmente, em sua página do Facebook. Ela mesma é um dos membros. É graduada pela Transparency International School on Integrity e pela Eastern European School of Political Studies (registrada em Kiev, patrocinada pela USAID, National Endowment for Democracy, Open Society Foundation, Rockefeller Foundation, Ministério das Relações Exteriores da Polônia, União Europeia e estruturas da OTAN). Kovalkova é co-presidente da Democracia Cristã Bielorrussa; defende a saída de Belarus da Organização Tratado de Segurança Coletiva (OTSC; Tratado de Takshent), a separação do Estado da União com a Rússia e a retirada do russo da vida pública. O outro co-presidente da DCB, Vitaly Rymashevsky, também está no conselho. Ales Bialiatski, famoso como defensor dos direitos humanos e que foi preso sob acusação de enganar o fisco a respeito da extensão de sua fortuna, também fez parte do movimento nacionalista da Frente Popular de Belarus, do qual foi secretário entre 1996 e 1999 e vice-presidente entre 1999 e 2001. Também é fundador da organização Comunidade Católica Bielorrussa. É presidente do Viasna Human Rights Centre (financiado por Eurasia Foundation, USAID e OpenSociety) e recebeu o prêmio liberdade do Atlantic Council, além de prêmios e financiamentos na Polônia. Sua prisão em 2011 foi baseada em dados financeiros fornecidos por promotores poloneses e lituanos, enquadrado por um artigo de sonegação da lei bielorrussa.
Na hoste dos nacionalistas mais comprometidos representados no Comitê de Coordenação temos também Yuras Gubarevich, fundador do partido “Pela Liberdade”, antes um dos fundadores da “Frente Jovem” e foi durante anos liderança do Partido Popular; uma das grandes lideranças oposicionistas.
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Pavel Belaus é ligado à Frente Jovem, um dos líderes da ONG Hodna e dono da loja de símbolos nacionalistas Symbal. Ele também é ligado ao movimento neofascista ucraniano Pravy Sektor e esteve envolvido na rede de voluntários bielorrussos para a Ucrânia. Andriy Stryzhak, do BNR100, ligado ao Partido da Frente Popular, coordenador da iniciativa BYCOVID19. Participou do Euromaidan, de campanhas de solidariedade com a “Operação Antiterrorista” de Kiev no leste da Ucrânia e de articulação com voluntários bielorrussos. Andrey Egorov promove a integração europeia. Alexander Dobrovolsky, líder liberal ligado ao velho eixo de aliados de Boris Yeltsin no parlamento soviético, é pró-ocidente. Sergei Chaly trabalhou em campanhas de Lukashenko no passado, é um especialista do mundo financeiro, ligado a oposição liberal russa e pro ocidente. Sim, também existem elementos de esquerda liberal ligados ao Partido Social Democrata de Belarus (Hromada), uma dissidência do PSD oficial, que é a favor da adesão à União Europeia e da OTAN. Dito isso, não falamos o suficiente da influência nacionalista. Tomemos por exemplo o grupo Charter 97, apoiado pelo ocidente, principalmente pela Radio Free Europe, que se estiliza como um movimento demo-liberal. Dão espaço para a Frente Jovem, onde naturalmente seu líder pode chamar os bielorrussos que combatem na Ucrânia de “heróis” pois combatem a “horda” (se referindo a Rússia da mesma maneira que o Pravy Sektor). Voluntários bielorrussos combateram ao lado de unidades do Pravy Sektor e do Batalhão Azov. Durante as manifestações, o Charter 97 publicou, no dia 15 de agosto, um texto comemorando o “Milagre sobre o Vistula: no dia 15 de agosto o exército polonês salvou a Europa dos bolcheviques” e “Dez Vitórias de Belarus”, em que a Rússia é retratada como “inimigo secular” dos bielorrussos. Ações de ocupação de poloneses contra a Rússia são celebradas como “vitórias bielorrussas”. É importante também observar o papel que padres católicos vêm cumprindo nas manifestações, inclusive se colocando à frente de algumas delas. O bispo católico Oleg Butkevich questionou as eleições no dia 12 de agosto. Pelo menos em Lida, em Vitebetsk, Maladzyechna e em Polotsk, clérigos organizaram manifestações. Em Minsk, tomou parte o secretário de imprensa da Conferência de Bispos de Belarus, Yury Sanko. Em Polotsk, sobre a justificativa de ser uma procissão, o padre Vyacheslav Barok falou do momento político como uma “luta do bem contra o mal”. É claro que padres católicos podem participar de movimentos políticos de massa, eles também são parte da sociedade, mas este dado não deixa de ter uma significação política específica, visto que os radicais do nacionalismo bielorrusso se organizam no seio da comunidade católica. Ao mesmo tempo, isso gera ansiedade em um “outro lado”, no que seria um lado “pró-russo”, não só por conta de conspirações sobre “catolicização” do país, mas por ter visto na experiência ucraniana a associação de clérigos do catolicismo grego a neofascistas e eventualmente o Estado bancando uma ofensiva contra a Igreja Ortodoxa russa, o que inclui tomada de terras e expropriação de templos. O mesmo problema está ocorrendo neste ano com os ortodoxos sérvios em Montenegro; existem dois precedentes recentes no mundo religioso cristão ortodoxo que podem servir para uma mobilização contra as manifestações.

Programa de oposição: em busca do elo perdido

A candidatura de Tikhanovskaya não tinha um programa muito claro fora a oposição a Lukashenko. Porém, um programa de plataforma comum da oposição, envolvendo o Partido da Frente Popular, o Partido Verde, o Hramada, a Democracia Cristã e o “Pela Liberdade” chegou a ser formulado em uma “iniciativa civil” envolvendo estes partidos e ONGs que estava no site ZaBelarus. Depois, parte deste programa foi transferido para o portal ReformBy. Quando o programa passou a ser exposto no contexto das manifestações (por volta do dia 16), a oposição tirou o site do ar, mas ele ainda pode ser acessado com a ferramenta Wayback Machine. O programa quer anular todas as reformas e referendos desde 1994, retornando à Constituição daquele ano (e conforme escrita pelo Soviete Supremo). Se compromete a retirar da língua russa seus status oficial, além de substituir a atual bandeira por uma vermelho e branca. Existe uma proposta de reforma total de todas as instituições: bancárias, centrais, locais, judiciais, policiais, militares.
O programa também tem uma sessão dedicada à previdência, criticando o sistema de repartição solidária de Belarus como “falido” e responsável por uma “alta carga tributária sobre os negócios”. Propõem “simplificação”, “desburocratização” e “alfabetização financeira da população” para que esta assuma sua parcela de responsabilidade pela aposentadoria. O sistema seria “insustentável” no ano de 2050 por razões demográficas. Também criticam o “monopólio” da previdência pública, “sem alternativas no mercado”. A proposta oposicionista é de contas individuais de pensão com contribuição obrigatória, mas sem eliminar o sistema solidário, tornando o sistema “baseado em dois pilares”; elevar a idade de aposentadoria das mulheres (57) para igual a dos homens (62); “desburocratização” através da eliminação e fusão de órgãos públicos de seguridade social; eliminar diversos tipos de benefício e igualar os valores para todos os cidadãos (independente da ocupação). Essas propostas previdenciárias em específico são assinadas por Olga Kovalkova. Na seção de economia, o programa fala de um “problema do emprego” criticando as empresas estatais e demandando flexibilização da legislação, “incentivos para os investidores”, “uma política macroeconômica de alta qualidade, i.e. inflação baixa, política fiscal disciplinada, escopo amplo para a iniciativa privada”; “o mercado de trabalho é super-regulado”, diz o documento. “Melhorar o ambiente de negócios e o clima de investimentos”, “tomar todas as medidas necessárias para atrair corporações transnacionais”, “privatização em larga escala”, “criação de um mercado de terras pleno”, “desburocratização e desmonopolização da economia”, “adoção das normas básicas de mercado e padrão de mercadorias da União Europeia”, enumera o programa dentre as diversas propostas, que incluem privatização de serviços públicos e criação de um mercado de moradia competitivo. Até aqui, com exceção da referência à língua russa, estamos falando mais de neoliberais do que nacionalistas propriamente. Podemos dizer também que pontos como adoção de padrões europeus e reformas econômicas influenciam a questão geopolítica. Ainda assim, boa parte dessas reformas econômicas também são defendidas por Viktor Barbaryka, empresário bielorrusso que era tido como principal candidato de oposição a Lukashenko que está preso por crimes financeiros; Barbaryka é considerado um “amigo do Kremlin”, pró-russo. Existe uma seção perdida, a seção de “Reforma da Segurança Nacional”. Na primeira semana de protestos, surgiu na rede uma suposta reprodução do conteúdo dessa seção¹. O conteúdo é uma análise ocidentalista que enquadra o Kremlin como uma ameaça, propondo a saída do Tratado de Takshent, da União com a Rússia e medidas para fortalecer o país com “educação patriótica”. Muitos temas que já foram vistos na Ucrânia, com a identificação do Kremlin como uma ameaça tendo como consequência a proposição de medidas contra “agentes do Kremlin” dentro do país, na mídia e na sociedade civil (e, dentre elas, uma proposta de “bielorrussificação” das igrejas). Tão logo isso passou a ser denunciado na primeira semana depois das eleições, o site inteiro foi tirado do ar. A oposição, tendo entrado em um confronto prolongado que pelo visto não esperava (contando com a queda rápida de Lukashenko) sabe que esse tipo de coisa favorece o governo e cria um campo favorável para ele, por isso agora tentam se dissociar, falando deste programa como produto de uma iniciativa privada, apesar de ser uma articulação política envolvendo líderes da oposição. Tanto seus elementos de reforma econômica combinam com o que diziam políticos de oposição liberal em junho, como as supostas posições geopolíticas casam com os nacionalistas que tomam parte da coalizão (e na verdade, é um tanto óbvio que pelo menos uma parte considerável dos liberais é pró-OTAN). No mesmo dia que tal documento foi exposto na mídia estatal bielorrussa – e mais tarde, comentado por Lukashenko em reunião do Comitê Nacional de Defesa – o Conselho de Coordenação declarou oficialmente que desejam cooperar com “todos os parceiros, incluindo a Federação Russa”. Desinformação? Por mais provocativas que sejam as posições do suposto trecho do programa, é fundamentalmente o discurso normal de nacionalistas e liberais atlantistas em Belarus; agora que os dados foram lançados, é natural que a direção oposicionista que não reconhece os resultados das eleições procure se desvencilhar desses posicionamentos estranhos aos seu objetivo mais imediato, que é derrubar Lukashenko.² Ainda que os manifestantes possam ter motivações diversas, a situação atual está longe de ser livre do peso da geopolítica e das narrativas históricas que sustentam o caminhar de um país.
Notas:¹ – Procurando o trecho em russo no Google com um intervalo de tempo entre o primeiro dia de janeiro de 2020 até o primeiro dia de agosto (isto é, antes disso virar uma febre na rede russa), o próprio mecanismo de pesquisa oferece uma página do “Za Belarus” que contém o trecho, mas com um link quebrado – sinal de que há algum registro no cache do Google. A data é dia 25 de junho.
² – O Partido da Frente Popular da Bielorrússia acusou Lukashenko de “fake news” ao divulgar o que seria o seu programa como se fosse de Tikhanovskaya, tratando as medidas como “inevitáveis para Belarus” porém “fora de questão” no momento. O programa, naturalmente, é marcado pela retórica nacionalista e defende adesão de Belarus na OTAN, mas não usa o mesmo palavreado. Da mesma forma o programa do PFPB também tem princípios liberais-conservadores na economia.
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2020.08.12 20:49 anselmocaramelo O que você prefere: tomar a vacina russa ou esperar até 2021 pelas outras?

Enquanto o mundo todo espera a vacina do COVID, o governo russo surpreendeu com a Sputnik V, que eles garantem proteger contra o temido vírus chinês. A comunidade científica não parece convencida pois não há informação sobre os testes, mas o presidente Putin confia tanto que até imunizou as filhas com ela.
E você, tomaria a vacina russa ou prefere esperar até ano que vem pelas outras?
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2020.08.12 01:52 pedceron Rússia pode estar mais avançada do que imaginamos em vacinas

O registro de uma vacina ao final da fase II de estudos clínicos como "aprovada" foi jogada de marketing do governo russo. A própria vacina de Oxford concluiu a fase II antes. Eles precisam mostrar os resultados dos estudos e ainda falta a fase III de ensaios clínicos (prometeram publicar os resultados da fase II ainda em agosto).
Mas talvez estejamos subestimando o desenvolvimento científico russo em pesquisas virais. Fiquei com a impressão que eles podem realmente estar bem a frente na tecnologia de uso de vetores de adenovirus em vacinas.
Segue trecho da entrevista do presidente do Fundo Russo de Investimentos Diretos (órgão que financia a vacina russa), Kirill Dmitriev, no site Sputnik.
Desde a década de 1980, o Centro Gamaleya tem liderado o esforço para desenvolver uma plataforma tecnológica usando adenovírus, encontrados em adenoides humanos e normalmente transmitindo o resfriado comum, como "vetores" ou veículos que podem induzir material genético de outro vírus dentro de uma célula.
O gene do adenovírus que causa a infecção é removido, enquanto um gene com o código da proteína de outro vírus é inserido. Tal elemento inserido é pequeno e é uma parte não perigosa de um vírus, sendo segura para o corpo, mas ajuda o sistema imunológico a reagir e produzir anticorpos que nos protegem da infecção.
A plataforma tecnológica de vetores baseados em adenovírus torna a criação de novas vacinas mais fácil e rápida, através da modificação do vetor transportador inicial com o material genético de novos vírus emergentes.
Tais vacinas geram uma grande resposta do corpo humano com o intuito de criar imunidade, enquanto o processo total de modificação vetorial e a produção em escala piloto demora poucos meses.
Os adenovírus humanos são considerados dos mais fáceis para modificar desta maneira, portanto, eles se tornaram vetores muito populares. Desde o início da pandemia da COVID-19, o que os pesquisadores russos tiveram que fazer foi apenas extrair um gene codificador da espiga do novo coronavírus e o implantar dentro de um vetor adenoviral familiar para o colocar em uma célula humana.
Eles decidiram usar esta tecnologia já comprovada e disponível ao invés de entrar por um território desconhecido.
Os estudos mais recentes indicam que apenas duas doses da vacina são necessárias para criar uma imunidade prolongada.
Desde 2015, pesquisadores russos têm trabalhado no modelo de dois vetores, daí a ideia de usar dois tipos de vetores adenovirais, Ad5 e Ad26, na vacina contra a COVID-19.
Desta forma, eles enganam o corpo, que desenvolveu imunidade contra o primeiro tipo de vetor, e impulsionam o efeito da vacina com a segunda dose usando um vetor diferente.
De modo comparativo seria como dois trens que tentam levar uma carga importante a uma fortaleza do corpo humano que necessita da entrega para produzir anticorpos. Você precisa do segundo trem para ter certeza de que a carga chegará a seu destino. Tal trem deverá ser diferente do primeiro, o qual já foi submetido ao ataque do sistema imunológico do corpo e já é conhecido deste. Desta forma, enquanto os outros desenvolvedores de vacinas possuem um trem, nós temos dois.
Usando o método de dois vetores, o Centro Gamaleya também desenvolveu e registrou uma vacina contra o Ebola.
Tal vacina tem sido usada por milhares de pessoas nos últimos anos, criando uma plataforma vacinal comprovada que foi usada para a vacina da COVID-19.
Cerca de 2.000 pessoas na Guiné receberam injeções das vacinas do Centro Gamaleya em 2017-18, enquanto o mesmo possui uma patente internacional para sua vacina contra o ebola.
Método de dois vetores
O Centro Gamaleya usou vetores adenovirais para desenvolver vacinas contra influenza e a Síndrome Respiratória do Oriente Médio (MERS, na sigla em inglês).
Ambas as vacinas estão atualmente em estágios avançados de testes clínicos. Tais conquistas mostram que os laboratórios russos não perderam seu tempo nas últimas décadas, enquanto a indústria farmacêutica internacional frequentemente subestimou a importância da pesquisa de novas vacinas na ausência de ameaças globais à saúde antes da pandemia da COVID-19.
Outros países decidiram seguir nossos passos desenvolvendo vacinas baseadas em vetores adenovirais.
A Universidade de Oxford, Reino Unido, está usando um adenovírus de um macaco, o qual nunca foi usado antes em uma vacina aprovada, ao contrário dos adenovírus humanos.
A companhia americana Johnson & Johnson está usando o adenovírus Ad26 e a chinesa CanSino o adenovírus Ad5, os mesmos vetores usados pelo Centro Gamaleya, mas eles ainda terão de dominar a técnica de dois vetores. Ambas as companhias já receberam grandes quantidades de encomendas de vacinas de seus governos.
O uso de dois vetores é uma tecnologia única, desenvolvida pelos cientistas do Centro Gamaleya, o que diferencia a vacina russa de outras vacinas vetoriais de adenovírus em desenvolvimento ao redor do mundo. É válido ressaltar que vetores adenovirais possuem claras vantagens sobre outras tecnologias, como as vacinas mRNA.
As futuras vacinas mRNA, ainda sob testes clínicos nos EUA e em outros países, não usam vetores como transporte e representam uma molécula RNA com um código de proteína de coronavírus envolto em uma membrana lipídica. Tal tecnologia é promissora, mas seus efeitos colaterais, especialmente os impactos na fertilidade, não foram estudados em profundidade.
Nenhuma vacina mRNA recebeu por enquanto qualquer aprovação oficial no mundo.
Acreditamos que na corrida mundial por uma vacina contra o coronavírus, vacinas vetoriais adenovirais serão as vitoriosas, mas até mesmo nesta categoria a vacina do Centro Gamaleya está na frente.
Fonte: https://br.sputniknews.com/opiniao/2020081115937087-editorial-proibido-vacina-sputnik-como-salvadora-da-parceria-global/
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2020.07.31 20:23 controtv Questa sera alle 21:00 su www.contro.tv le news della settimana: Pronto il vaccino russo per il covid? - Perchè il governo vuole secretare i verbali del comitato tecnico-scientifico? - Trump porta via i suoi soldati dalla Germania - Premiati a scuola i bambini che manterranno la distanza di sicurezz

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2020.07.23 10:09 diplohora Mes estudos para o CACD - Bruno Pereira Rezende

Livro do diplomata Bruno Pereira Rezende
INTRODUÇÃO
📷📷Desde quando comecei os estudos para o Concurso de Admissão à Carreira de Diplomata (CACD), li dezenas de recomendações de leituras, de guias de estudos extraoficiais, de dicas sobre o concurso, sobre cursinhos preparatórios etc. Sem dúvida, ter acesso a tantas informações úteis, vindas de diversas fontes, foi fundamental para que eu pudesse fazer algumas escolhas certas em minha preparação, depois de algumas vacilações iniciais. Mesmo assim, além de a maioria das informações ter sido conseguida de maneira dispersa, muitos foram os erros que acho que eu poderia haver evitado. Por isso, achei que poderia ser útil reunir essas informações que coletei, adicionando um pouco de minha experiência com os estudos preparatórios para o CACD neste documento.
Além disso, muitas pessoas, entre conhecidos e desconhecidos, já vieram me pedir sugestões de leituras, de métodos de estudo, de cursinhos preparatórios etc., e percebi que, ainda que sempre houvesse alguma diferenciação entre as respostas, eu acabava repetindo muitas coisas. É justamente isso o que me motivou a escrever este documento – que, por não ser (nem pretender ser) um guia, um manual ou qualquer coisa do tipo, não sei bem como chamá-lo, então fica como “documento” mesmo, um relato de minhas experiências de estudos para o CACD. Espero que possa ajudar os interessados a encontrar, ao menos, uma luz inicial para que não fiquem tão perdidos nos estudos e na preparação para o concurso.
Não custa lembrar que este documento representa, obviamente, apenas a opinião pessoal do autor, sem qualquer vínculo com o Ministério das Relações Exteriores, com o Instituto Rio Branco ou com o governo brasileiro. Como já disse, também não pretendo que seja uma espécie de guia infalível para passar no concurso. Além disso, o concurso tem sofrido modificações frequentes nos últimos anos, então pode ser que algumas coisas do que você lerá a seguir fiquem ultrapassadas daqui a um ou dois concursos. De todo modo, algumas coisas são básicas e podem ser aplicadas a qualquer situação de prova que vier a aparecer no CACD, e é necessário ter o discernimento necessário para aplicar algumas coisas do que falarei aqui a determinados contextos. Caso você tenha dúvidas, sugestões ou críticas, fique à vontade e envie-as para [[email protected] ](mailto:[email protected])(se, por acaso, você tiver outro email meu, prefiro que envie para este, pois, assim, recebo tudo mais organizado em meu Gmail). Se tiver comentários ou correções acerca deste material, peço, por favor, que também envie para esse email, para que eu possa incluir tais sugestões em futura revisão do documento.
Além desta breve introdução e de uma também brevíssima conclusão, este documento tem quatro partes. Na primeira, trato, rapidamente, da carreira de Diplomata: o que faz, quanto ganha, como vai para o exterior etc. É mais uma descrição bem ampla e rápida, apenas para situar quem, porventura, estiver um pouco mais perdido. Se não estiver interessado, pode pular para as partes seguintes, se qualquer prejuízo para seu bom entendimento. Na segunda parte, trato do concurso: como funciona, quais são os pré-requisitos para ser diplomata, quais são as fases do concurso etc. Mais uma vez, se não interessar, pule direto para a parte seguinte. Na parte três, falo sobre a preparação para o concurso (antes e durante), com indicações de cursinhos, de professores particulares etc. Por fim, na quarta parte, enumero algumas sugestões de leituras (tanto próprias quanto coletadas de diversas fontes), com as devidas considerações pessoais sobre cada uma. Antes de tudo, antecipo que não pretendo exaurir toda a bibliografia necessária para a aprovação, afinal, a cada ano, o concurso cobra alguns temas específicos. O que fiz foi uma lista de obras que auxiliaram em minha preparação (e, além disso, também enumerei muitas sugestões que recebi, mas não tive tempo ou vontade de ler – o que também significa que, por mais interessante que seja, você não terá tempo de ler tudo o que lhe recomendam por aí, o que torna necessário é necessário fazer algumas escolhas; minha intenção é auxiliá-lo nesse sentido, na medida do possível).
Este documento é de uso público e livre, com reprodução parcial ou integral autorizada, desde que citada a fonte. Sem mais, passemos ao que interessa.
Parte I – A Carreira de Diplomata
INTRODUÇÃO
Em primeiro lugar, rápida apresentação sobre mim. Meu nome é Bruno Rezende, tenho 22 anos e fui aprovado no Concurso de Admissão à Carreira de Diplomata (CACD) de 2011. Sou graduado em Relações Internacionais pela Universidade de Brasília (turma LXII, 2007-20110), e não tinha certeza de que queria diplomacia até o meio da universidade. Não sei dizer o que me fez escolher a diplomacia, não era um sonho de infância ou coisa do tipo, e não tenho familiares na carreira. Acho que me interessei por um conjunto de aspectos da carreira. Comecei a preparar-me para o CACD em meados de 2010, assunto tratado na Parte III, sobre a preparação para o concurso.
Para maiores informações sobre o Ministério das Relações Exteriores (MRE), sobre o Instituto Rio Branco (IRBr), sobre a vida de diplomata etc., você pode acessar os endereços:
- Página do MRE: http://www.itamaraty.gov.b
- Página do IRBr: http://www.institutoriobranco.mre.gov.bpt-b
- Canal do MRE no YouTube: http://www.youtube.com/mrebrasil/
- Blog “Jovens Diplomatas”: http://jovensdiplomatas.wordpress.com/
- Comunidade “Coisas da Diplomacia” no Orkut (como o Orkut está ultrapassado, procurei reunir todas as informações úteis sobre o concurso que encontrei por lá neste documento, para que vocês não tenham de entrar lá, para procurar essas informações):
http://www.orkut.com.bMain#Community?cmm=40073
- Comunidade “Instituto Rio Branco” no Facebook: http://www.facebook.com/groups/institutoriobranco/
Com certeza, há vários outros blogs (tanto sobre a carreira quanto sobre a vida de diplomata), mas não conheço muitos. Se tiver sugestões, favor enviá-las para [[email protected].](mailto:[email protected])
Além disso, na obra O Instituto Rio Branco e a Diplomacia Brasileira: um estudo de carreira e socialização (Ed. FGV, 2007), a autora Cristina Patriota de Moura relata aspectos importantes da vida diplomática daqueles que ingressam na carreira. Há muitas informações desatualizadas (principalmente com relação ao concurso), mas há algumas coisas interessantes sobre a carreira, e o livro é bem curto.
A DIPLOMACIA E O TRABALHO DO DIPLOMATA
Com a intensificação das relações internacionais contemporâneas e com as mudanças em curso no contexto internacional, a demanda de aprimoramento da cooperação entre povos e países tem conferido destaque à atuação da diplomacia. Como o senso comum pode indicar corretamente, o
diplomata é o funcionário público que lida com o auxílio à Presidência da República na formulação da política externa brasileira, com a condução das relações da República Federativa do Brasil com os demais países, com a representação brasileira nos fóruns e nas organizações internacionais de que o país faz parte e com o apoio aos cidadãos brasileiros residentes ou em trânsito no exterior. Isso todo mundo que quer fazer o concurso já sabe (assim espero).
Acho que existem certos mitos acerca da profissão de diplomata. Muitos acham que não irão mais pagar multa de trânsito, que não poderão ser presos, que nunca mais pegarão fila em aeroporto etc. Em primeiro lugar, não custa lembrar que as imunidades a que se referem as Convenções de Viena sobre Relações Diplomáticas e sobre Relações Consulares só se aplicam aos diplomatas no exterior (e nos países em que estão acreditados). No Brasil, os diplomatas são cidadãos como quaisquer outros. Além disso, imunidade não é sinônimo de impunidade, então não ache que as imunidades são as maiores vantagens da vida de um diplomata. O propósito das imunidades é apenas o de tornar possível o trabalho do diplomata no exterior, sem empecilhos mínimos que poderiam obstar o bom exercício da profissão. Isso não impede que diplomatas sejam revistados em aeroportos, precisem de vistos, possam ser julgados, no Brasil, por crimes cometidos no exterior etc.
Muitos também pensam que irão rodar o mundo em primeira classe, hospedar-se em palácios suntuosos, passear de iate de luxo no Mediterrâneo e comer caviar na cerimônia de casamento do príncipe do Reino Unido. Outros ainda acham que ficarão ricos, investirão todo o dinheiro que ganharem na Bovespa e, com três anos de carreira, já estarão próximos do segundo milhão. Se você quer ter tudo isso, você está no concurso errado, você precisa de um concurso não para diplomata, mas para marajá. Obviamente, não tenho experiência suficiente na carreira para dizer qualquer coisa, digo apenas o que já li e ouvi de diversos comentários por aí. É fato que há carreiras públicas com salários mais altos. Logo, se você tiver o sonho de ficar rico com o salário de servidor público, elas podem vir a ser mais úteis nesse sentido. Há não muito tempo, em 2006, a remuneração inicial do Terceiro-Secretário (cargo inicial da carreira de diplomata), no Brasil, era de R$ 4.615,53. Considerando que o custo de vida em Brasília é bastante alto, não dava para viver de maneira tão abastada, como alguns parecem pretender. É necessário, entretanto, notar que houve uma evolução significativa no aspecto salarial, nos últimos cinco anos (veja a seç~o seguinte, “Carreira e Salrios). De todo modo, já vi vários diplomatas com muitos anos de carreira dizerem: “se quiser ficar rico, procure outra profissão”. O salário atual ajuda, mas não deve ser sua única motivação.
H um texto ótimo disponível na internet: “O que é ser diplomata”, de César Bonamigo, que reproduzo a seguir.
O Curso Rio Branco, que frequentei em sua primeira edição, em 1998, pediu-me para escrever sobre o que é ser diplomata. Tarefa difícil, pois a mesma pergunta feita a diferentes diplomatas resultaria, seguramente, em respostas diferentes, umas mais glamourosas, outras menos, umas ressaltando as vantagens, outras as desvantagens, e não seria diferente se a pergunta tratasse de outra carreira qualquer. Em vez de falar de minhas impressões pessoais, portanto, tentarei, na medida do possível, reunir observações tidas como “senso comum” entre diplomatas da minha geraç~o.
Considero muito importante que o candidato ao Instituto Rio Branco se informe sobre a realidade da carreira diplomática, suas vantagens e desvantagens, e que dose suas expectativas de acordo. Uma expectativa bem dosada não gera desencanto nem frustração. A carreira oferece um pacote de coisas boas (como a oportunidade de conhecer o mundo, de atuar na área política e econômica, de conhecer gente interessante etc.) e outras não tão boas (uma certa dose de burocracia, de hierarquia e dificuldades no equacionamento da vida familiar). Cabe ao candidato inferir se esse pacote poderá ou não fazê-lo feliz.
O PAPEL DO DIPLOMATA
Para se compreender o papel do diplomata, vale recordar, inicialmente, que as grandes diretrizes da política externa são dadas pelo Presidente da República, eleito diretamente pelo voto popular, e pelo Ministro das Relações Exteriores, por ele designado. Os diplomatas são agentes políticos do Governo, encarregados da implementação dessa política externa. São também servidores públicos, cuja função, como diz o nome, é servir, tendo em conta sua especialização nos temas e funções diplomáticos.
Como se sabe, é função da diplomacia representar o Brasil perante a comunidade internacional. Por um lado, nenhum diplomata foi eleito pelo povo para falar em nome do Brasil. É importante ter em mente, portanto, que a legitimidade de sua ação deriva da legitimidade do Presidente da República, cujas orientações ele deve seguir. Por outro lado, os governos se passam e o corpo diplomático permanece, constituindo elemento importante de continuidade da política externa brasileira. É tarefa essencial do diplomata buscar identificar o “interesse nacional”. Em negociações internacionais, a diplomacia frequentemente precisa arbitrar entre interesses de diferentes setores da sociedade, não raro divergentes, e ponderar entre objetivos econômicos, políticos e estratégicos, com vistas a identificar os interesses maiores do Estado brasileiro.
Se, no plano externo, o Ministério das Relações Exteriores é a face do Brasil perante a comunidade de Estados e Organizações Internacionais, no plano interno, ele se relaciona com a Presidência da República, os demais Ministérios e órgãos da administração federal, o Congresso, o Poder Judiciário, os Estados e Municípios da Federação e, naturalmente, com a sociedade civil, por meio de Organizações Não Governamentais (ONGs), da Academia e de associações patronais e trabalhistas, sempre tendo em vista a identificação do interesse nacional.
O TRABALHO DO DIPLOMATA
Tradicionalmente, as funções da diplomacia são representar (o Estado brasileiro perante a comunidade internacional), negociar (defender os interesses brasileiros junto a essa comunidade) e informar (a Secretaria de Estado, em Brasília, sobre os temas de interesse brasileiro no mundo). São também funções da diplomacia brasileira a defesa dos interesses dos cidadãos brasileiros no exterior, o que é feito por meio da rede consular, e a promoção de interesses do País no exterior, tais como interesses econômico-comerciais, culturais, científicos e tecnológicos, entre outros.
No exercício dessas diferentes funções, o trabalho do diplomata poderá ser, igualmente, muito variado. Para começar, cerca de metade dos mil1 diplomatas que integram o Serviço Exterior atua no Brasil, e a outra metade nos Postos no exterior (Embaixadas, Missões, Consulados e Vice-Consulados). Em Brasília, o diplomata desempenha funções nas áreas política, econômica e administrativa, podendo cuidar de temas tão diversos quanto comércio internacional, integração regional (Mercosul), política bilateral (relacionamento do Brasil com outros países e blocos), direitos humanos, meio ambiente ou administração física e financeira do Ministério. Poderá atuar, ainda, no Cerimonial (organização dos encontros entre autoridades brasileiras e estrangeiras, no Brasil e no exterior) ou no relacionamento do Ministério com a sociedade (imprensa, Congresso, Estados e municípios, Academia, etc.).
No exterior, também, o trabalho dependerá do Posto em questão. As Embaixadas são representações do Estado brasileiro junto aos outros Estados, situadas sempre nas capitais, e desempenham as funções tradicionais da diplomacia (representar, negociar, informar), além de promoverem o Brasil junto a esses Estados. Os Consulados, Vice-Consulados e setores consulares de Embaixadas podem situar-se na capital do país ou em outra cidade onde haja uma comunidade brasileira expressiva. O trabalho nesses Postos é orientado à defesa dos interesses dos cidadãos brasileiros no exterior. Nos Postos multilaterais (ONU, OMC, FAO, UNESCO, UNICEF, OEA etc.), que podem ter natureza política, econômica ou estratégica, o trabalho envolve, normalmente, a representação e a negociação dos interesses nacionais.
O INGRESSO NA CARREIRA
A carreira diplomática se inicia, necessariamente, com a aprovação no concurso do Instituto Rio Branco (Informações sobre o concurso podem ser obtidas no site http://www2.mre.gov.birbindex.htm). Para isso, só conta a competência – e, talvez, a sorte – do candidato. Indicações políticas não ajudam.
AS REMOÇÕES
Após os dois anos de formação no IRBr , o diplomata trabalhará em Brasília por pelo menos um ano. Depois, iniciam-se ciclos de mudança para o exterior e retornos a Brasília. Normalmente, o diplomata vai para o exterior, onde fica três anos em um Posto, mais três anos em outro Posto, e retorna a Brasília, onde fica alguns anos, até o início de novo ciclo. Mas há espaço para flexibilidades. O diplomata poderá sair para fazer um Posto apenas, ou fazer três Postos seguidos antes de retornar a Brasília. Isso dependerá da conveniência pessoal de cada um. Ao final da carreira, o diplomata terá passado vários anos no exterior e vários no Brasil, e essa proporção dependerá essencialmente das escolhas feitas pelo próprio diplomata. Para evitar que alguns diplomatas fiquem sempre nos “melhores Postos” – um critério, aliás, muito relativo – e outros em Postos menos privilegiados, os Postos no exterior estão divididos em [quatro] categorias, [A, B, C e D], obedecendo a critérios não apenas de qualidade de vida, mas também geográficos, e é seguido um sistema de rodízio: após fazer um Posto C, por exemplo, o diplomata terá direito a fazer um Posto A [ou B], e após fazer um Posto A, terá que fazer um Posto [B, C ou D].
AS PROMOÇÕES
Ao tomar posse no Serviço Exterior, o candidato aprovado no concurso torna-se Terceiro-Secretário. É o primeiro degrau de uma escalada de promoções que inclui, ainda, Segundo-Secretário, Primeiro-
-Secretário, Conselheiro, Ministro de Segunda Classe (costuma-se dizer apenas “Ministro”) e Ministro de Primeira Classe (costuma-se dizer apenas “Embaixador”), nessa ordem. Exceto pela primeira promoção, de Terceiro para Segundo-Secretário, que se dá por tempo (quinze Terceiros Secretários são promovidos a cada semestre), todas as demais dependem do mérito, bem como da articulação política do diplomata. Nem todo diplomata chega a Embaixador. Cada vez mais, a competição na carreira é intensa e muitos ficam no meio do caminho. Mas, não se preocupem e também não se iludam: a felicidade não está no fim, mas ao longo do caminho!
DIRECIONAMENTO DA CARREIRA
Um questionamento frequente diz respeito à possibilidade de direcionamento da carreira para áreas específicas. É possível, sim, direcionar uma carreira para um tema (digamos, comércio internacional, direitos humanos, meio ambiente etc.) ou mesmo para uma região do mundo (como a Ásia, as Américas ou a África, por exemplo), mas isso não é um direito garantido e poderá não ser sempre possível. É preciso ter em mente que a carreira diplomática envolve aspectos políticos, econômicos e administrativos, e que existem funções a serem desempenhadas em postos multilaterais e bilaterais em todo o mundo, e n~o só nos países mais “interessantes”. Diplomatas est~o envolvidos em todas essas variantes e, ao longo de uma carreira, ainda que seja possível uma certa especialização, é provável que o diplomata, em algum momento, atue em áreas distintas daquela em que gostaria de se concentrar.
ASPECTOS PRÁTICOS E PESSOAIS
É claro que a vida é muito mais que promoções e remoções, e é inevitável que o candidato queira saber mais sobre a carreira que o papel do diplomata. Todos precisamos cuidar do nosso dinheiro, da saúde, da família, dos nossos interesses pessoais. Eu tentarei trazem um pouco de luz sobre esses aspectos.
DINHEIRO
Comecemos pelo dinheiro, que é assunto que interessa a todos. Em termos absolutos, os diplomatas ganham mais quando estão no exterior do que quando estão em Brasília. O salário no exterior, no entanto, é ajustado em função do custo de vida local, que é frequentemente maior que no Brasil. Ou seja, ganha-se mais, mas gasta-se mais. Se o diplomata conseguirá ou não economizar dependerá i) do salário específico do Posto , ii) do custo de vida local, iii) do câmbio entre a moeda local e o dólar, iv) do fato de ele ter ou não um ou mais filhos na escola e, principalmente, v) de sua propensão ao consumo. Aqui, não há regra geral. No Brasil, os salários têm sofrido um constante desgaste, especialmente em comparação com outras carreiras do Governo Federal, frequentemente obrigando o diplomata a economizar no exterior para gastar em Brasília, se quiser manter seu padrão de vida. Os diplomatas, enfim, levam uma vida de classe média alta, e a certeza de que não se ficará rico de verdade é compensada pela estabilidade do emprego (que não é de se desprezar, nos dias de hoje) e pela expectativa de que seus filhos (quando for o caso) terão uma boa educação, mesmo para padrões internacionais.
SAÚDE
Os diplomatas têm um seguro de saúde internacional que, como não poderia deixar de ser, tem vantagens e desvantagens. O lado bom é que ele cobre consultas com o médico de sua escolha, mesmo que seja um centro de excelência internacional. O lado ruim é que, na maioria das vezes, é preciso fazer o desembolso (até um teto determinado) para depois ser reembolsado, geralmente em 80% do valor, o que obriga o diplomata a manter uma reserva financeira de segurança.
FAMÍLIA : O CÔNJUGE
Eu mencionei, entre as coisas n~o t~o boas da carreira, “dificuldades no equacionamento da vida familiar”. A primeira dificuldade é o que fará o seu cônjuge (quando for o caso) quando vocês se mudarem para Brasília e, principalmente, quando forem para o exterior. Num mundo em que as famílias dependem, cada vez mais, de dois salários, equacionar a carreira do cônjuge é um problema recorrente. Ao contrário de certos países desenvolvidos, o Itamaraty não adota a política de empregar ou pagar salários a cônjuges de diplomatas. Na prática, cada um se vira como pode. Em alguns países é possível trabalhar. Fazer um mestrado ou doutorado é uma opção. Ter filhos é outra...
Mais uma vez, não há regra geral, e cada caso é um caso. O equacionamento da carreira do cônjuge costuma afetar principalmente – mas não apenas – as mulheres, já que, por motivos culturais, é mais comum o a mulher desistir de sua carreira para seguir o marido que o contrário2.
CASAMENTO ENTRE DIPLOMATAS
Os casamentos entre diplomatas não são raros. É uma situação que tem a vantagem de que ambos têm uma carreira e o casal tem dois salários. A desvantagem é a dificuldade adicional em conseguir que ambos sejam removidos para o mesmo Posto no exterior. A questão não é que o Ministério vá separar esses casais, mas que se pode levar mais tempo para conseguir duas vagas num mesmo Posto. Antigamente, eram frequentes os casos em que as mulheres interrompiam temporariamente suas carreiras para acompanhar os maridos. Hoje em dia, essa situação é exceção, não a regra.
FILHOS
Não posso falar com conhecimento de causa sobre filhos, mas vejo o quanto meus colegas se desdobram para dar-lhes uma boa educação. Uma questão central é a escolha da escola dos filhos, no Brasil e no exterior. No Brasil, a escola será normalmente brasileira, com ensino de idiomas, mas poderá ser a americana ou a francesa, que mantém o mesmo currículo e os mesmos períodos escolares em quase todo o mundo. No exterior, as escolas americana e francesa são as opções mais frequentes,
podendo-se optar por outras escolas locais, dependendo do idioma. Outra questão, já mencionada, é o custo da escola. Atualmente, não existe auxílio-educação para filhos de diplomatas ou de outros Servidores do Serviço Exterior brasileiro, e o dinheiro da escola deve sair do próprio bolso do servidor.
CÉSAR AUGUSTO VERMIGLIO BONAMIGO - Diplomata. Engenheiro Eletrônico formado pela UNICAMP. Pós- graduado em Administração de Empresas pela FGV-SP. Programa de Formação e Aperfeiçoamento - I (PROFA -
I) do Instituto Rio Branco, 2000/2002. No Ministério das Relações Exteriores, atuou no DIC - Divisão de Informação Comercial (DIC), 2002; no DNI - Departamento de Negociações Internacionais, 2003, e na DUEX - Divisão de União Europeia e Negociações Extrarregionais. Atualmente, serve na Missão junto à ONU (DELBRASONU), em NYC.
2 Conforme comunicado do MRE de 2010, é permitida a autorização para que diplomatas brasileiros solicitem passaporte diplomático ou de serviço e visto de permanência a companheiros do mesmo sexo. Outra resolução, de 2006, já permitia a inclusão de companheiros do mesmo sexo em planos de assistência médica.
Para tornar-se diplomata, é necessário ser aprovado no Concurso de Admissão à Carreira de Diplomata (CACD), que ocorre todos os anos, no primeiro semestre (normalmente). O número de vagas do CACD, em condições normais, depende da vacância de cargos. Acho que a quantidade normal deve girar entre 25 e 35, mais ou menos. Desde meados dos anos 2000, como consequência da aprovação de uma lei federal, o Ministério das Relações Exteriores (MRE/Itamaraty3) ampliou seus quadros da carreira de diplomata, e, de 2006 a 2010, foram oferecidas mais de cem vagas anuais. Com o fim dessa provisão de cargos, o número de vagas voltou ao normal em 2011, ano em que foram oferecidas apenas 26 vagas (duas delas reservadas a portadores de deficiência física4). Para os próximos concursos, há perspectivas de aprovação de um projeto de lei que possibilitará uma oferta anual prevista de 60 vagas para o CACD, além de ampliar, também, as vagas para Oficial de Chancelaria (PL 7579/2010). Oficial de Chancelaria, aproveitando que citei, é outro cargo (também de nível superior) do MRE, mas não integra o quadro diplomático. A remuneração do Oficial de Chancelaria, no Brasil, é inferior à de Terceiro-Secretário, mas os salários podem ser razoáveis quando no exterior. Já vi muitos casos de pessoas que passam no concurso de Oficial de Chancelaria e ficam trabalhando no MRE, até que consigam passar no CACD, quando (aí sim) tornam-se diplomatas.
Para fazer parte do corpo diplomático brasileiro, é necessário ser brasileiro nato, ter diploma válido de curso superior (caso a graduação tenha sido realizada em instituição estrangeira, cabe ao candidato providenciar a devida revalidação do diploma junto ao MEC) e ser aprovado no CACD (há, também, outros requisitos previstos no edital do concurso, como estar no gozo dos direitos políticos, estar em dia com as obrigações eleitorais, ter idade mínima de dezoito anos, apresentar aptidão física e mental para o exercício do cargo e, para os homens, estar em dia com as obrigações do Serviço Militar). Os aprovados entram para a carreira no cargo de Terceiro-Secretário (vide hierarquia na próxima seç~o, “Carreira e Salrios”). Os aprovados no CACD, entretanto, não iniciam a carreira trabalhando: há, inicialmente, o chamado Curso de Formação, que se passa no Instituto Rio Branco (IRBr). Por três semestres, os aprovados no CACD estudarão no IRBr, já recebendo o salário de Terceiro-Secretário (para remunerações, ver a próxima seç~o, “Hierarquia e Salrios).
O trabalho no Ministério começa apenas após um ou dois semestres do Curso de Formação no IRBr (isso pode variar de uma turma para outra), e a designação dos locais de trabalho (veja as subdivisões do MRE na página seguinte) é feita, via de regra, com base nas preferências individuais e na ordem de classificação dos alunos no Curso de Formação.
3 O nome “Itamaraty” vem do nome do antigo proprietrio da sede do Ministério no Rio de Janeiro, o Bar~o Itamaraty. Por metonímia, o nome pegou, e o Palácio do Itamaraty constitui, atualmente, uma dependência do MRE naquela cidade, abrigando um arquivo, uma mapoteca e a sede do Museu Histórico e Diplomático. Em Brasília, o Palácio Itamaraty, projetado por Oscar Niemeyer e inaugurado em 1970, é a atual sede do MRE. Frequentemente, “Itamaraty” é usado como sinônimo de Ministério das Relações Exteriores.
4 Todos os anos, há reserva de vagas para deficientes físicos. Se não houver número suficiente de portadores de deficiência que atendam às notas mínimas para aprovação na segunda e na terceira fases do concurso, que têm caráter eliminatório, a(s) vaga(s) restante(s) é(são) destinada(s) aos candidatos da concorrência geral.
O IRBr foi criado em 1945, em comemoração ao centenário de nascimento do Barão do Rio Branco, patrono da diplomacia brasileira. Como descrito na página do Instituto na internet, seus principais objetivos são:
harmonizar os conhecimentos adquiridos nos cursos universitários com a formação para a carreira diplomática (já que qualquer curso superior é válido para prestar o CACD);
desenvolver a compreensão dos elementos básicos da formulação e execução da política externa brasileira;
iniciar os alunos nas práticas e técnicas da carreira.
No Curso de Formação (cujo nome oficial é PROFA-I, Programa de Formação e Aperfeiçoamento - obs.: n~o sei o motivo do “I”, n~o existe “PROFA-II”), os diplomatas têm aulas obrigatórias de: Direito Internacional Público, Linguagem Diplomática, Teoria das Relações Internacionais, Economia, Política Externa Brasileira, História das Relações Internacionais, Leituras Brasileiras, Inglês, Francês e Espanhol. Há, ainda, diversas disciplinas optativas à escolha de cada um (como Chinês, Russo, Árabe, Tradução, Organizações Internacionais, OMC e Contenciosos, Políticas Públicas, Direito da Integração, Negociações Comerciais etc.). As aulas de disciplinas conceituais duram dois semestres. No terceiro semestre de Curso de Formação, só há aulas de disciplinas profissionalizantes. O trabalho no MRE começa, normalmente, no segundo ou no terceiro semestre do Curso de Formação (isso pode variar de uma turma para outra). É necessário rendimento mínimo de 60% no PROFA-I para aprovação (mas é praticamente impossível alguém conseguir tirar menos que isso). Após o término do PROFA-I, começa a vida de trabalho propriamente dito no MRE. Já ouvi um mito de pedida de dispensa do PROFA I para quem já é portador de título de mestre ou de doutor, mas, na prática, acho que isso não acontece mais.
Entre 2002 e 2010, foi possível fazer, paralelamente ao Curso de Formação, o mestrado em diplomacia (na prática, significava apenas uma matéria a mais). Em 2011, o mestrado em diplomacia no IRBr acabou.
Uma das atividades comuns dos estudantes do IRBr é a publicação da Juca, a revista anual dos alunos do Curso de Formação do Instituto. Segundo informações do site do IRBr, “[o] termo ‘Diplomacia e Humanidades’ define os temas de que trata a revista: diplomacia, ciências humanas, artes e cultura. A JUCA visa a mostrar a produção acadêmica, artística e intelectual dos alunos da academia diplomática brasileira, bem como a recuperar a memória da política externa e difundi-la nos meios diplomático e acadêmico”. Confira a página da Juca na internet, no endereço: http://juca.irbr.itamaraty.gov.bpt-bMain.xml.
Para saber mais sobre a vida de diplomata no Brasil e no exterior, sugiro a conhecida “FAQ do Godinho” (“FAQ do Candidato a Diplomata”, de Renato Domith Godinho), disponível para download no link: http://relunb.files.wordpress.com/2011/08/faq-do-godinho.docx. Esse arquivo foi escrito há alguns anos, então algumas coisas estão desatualizadas (com relação às modificações do concurso, especialmente). De todo modo, a parte sobre o trabalho do diplomata continua bem informativa e atual.
MEUS ESTUDOS PARA O CACD – http://relunb.wordpress.com
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2020.07.07 14:37 pausacaffenotizie Erdogan colpisce ancora: ricatti, ricatti, ricatti

Centinaia di combattenti filo-turchi in Siria, compresi minori, sono stati inviati in Libia per sostenere le milizie che combattono per il governo di Al-Sarraj. L'ultima destinazione per quei combattenti sarebbe l'Europa. Alcuni di questi combattenti sono arrivati in Libia presto nel deserto e sono saliti a bordo di alcune barche per l'Europa. Molti di loro sono stati reclutati per combattere in Libia per 2.000 dollari al mese, ricattati dall'esercito turco.
La loro scelta era quindi di andare in Libia o di tornare in Siria, dove sarebbero stati arrestati o uccisi dalle forze governative di Bashar al-Assad che li stavano inseguendo. Quindi, ancora una volta, le politiche di Erdogan giocano con la vita delle persone. In Siria, Erdogan ha trasformato Idlib in un epicentro terroristico controllato dal suo esercito con il pretesto di affrontare i curdi.
Più volte Mosca ha esortato la Turchia di smettere di "sostenere i terroristi" in Siria, affermando che gli aerei russi avevano effettuato attacchi aerei contro i gruppi armati appoggiati da Ankara. "Esortiamo la parte turca, al fine di evitare incidenti, a cessare il sostegno alle azioni dei terroristi e consegnandogli le armi", ha detto il ministero della Difesa russo in una nota, a febbraio 2020.
La Russia, che sostiene il presidente siriano Bashar al-Assad, ha accusato la Turchia di aiutare i combattenti dell'opposizione a combattere le forze governative nella provincia di Idlib nord-occidentale sparando artiglieria mentre l'opposizione ha effettuato un attacco. Mosca ha affermato che su richiesta della Siria i suoi bombardieri hanno effettuato attacchi contro "formazioni armate terroristiche", permettendo alle forze siriane di respingere l'attacco. Erdogan, attraverso i suoi combattenti siriani e gli imam affiliati ai Fratelli Musulmani, sta facendo il lavaggio del cervello agli europei con idee estremiste e li sta trasformando in combattenti in gruppi terroristici in Siria.
A partire dall'inizio del 2019, questi combattenti stranieri stanno tornando in Europa per lavorare come associati sotto copertura che lavorano per il regime di Ankara. Almeno due persone sono state arrestate dalla polizia europea negli ultimi mesi. Ankara minaccia, inoltre, di aprire i suoi confini affinché gli immigrati possano inondare l'Europa.
Quando il regime siriano iniziò la sua offensiva su Idlib, che ospita molti combattenti jihadisti sostenuti da Ankara, la Turchia si irritò e decise di aprire il suo confine per consentire ai rifugiati di sfuggire alla Grecia, in modo da spingere l'UE a fare pressione sulla Siria e il suo sostenitore russo per fermare l'offensiva. Ankara ha incoraggiato apertamente i rifugiati a fuggire e ha persino pubblicato rotte in arabo per loro, il che ha portato a circa 900.000 rifugiati che attraversavano l'Europa tra gennaio e febbraio 2020.
Dal nostro blog: https://topitalianews24.blogspot.com/2020/07/dalla-siria-alla-libia-la-turchia-sta.html
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2020.06.28 13:53 AntonioMachado [2016] Domenico Losurdo - Stalin e Hitler: Irmãos Gémeos ou Inimigos Mortais?

Artigo: https://www.marxists.org/portugues/losurdo/2016/03/29.htm
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2020.06.21 03:12 Rafashh06 Aqui está toda a história dos gnomos e sobre uma mensagem que Jeff mandou, essa hisória é a que eu estou tentando borar no kogama, fiz varias referencias sobre o Pudim Island feito por um membro do reddit, espero que goxtem =)

Muitos não sabem mas os Gnomos também tem um planeta para eles, mas nem sempre foi
Desde sua existência os gnomos viviam em paz com os Duendes (Uma raça que é parecida com os gnomos) mas esse paz era relativa, pq os duendes sempre tinham um papel superior na civilização, ou seja os gnomos além de serem descriminados pela cultura gnomista tambem eram humilhados de diferentes formas, e então você um gnomo que estava conversando com seu amigo sofre um acontecimento devidamente estranho.

A perda de memória
Você estava conversando e do nada tem um clarão na sua mente, e esquece quem era seu amigo ou quem era você, e voce diz para seu amigo isso e ele diz que era melhor voce ir para um médico, se aproximando de uma barraca de um curandeiro logo vocês percebem que ele era um duende e tentam pedir para ele te ajudar, mas ele diz que não iria te ajudar pq era melhor que todos gnomos morressem, com raiva vocês vao andando pela calma rua quando seu amigo avista um gnomo que seria um médico que ja teria ajudado ele, e seu amigo diz oque aconteceu e o médico tira um cogumelo azul de sua bolsa e lhe entrega para voce comer e que voce se lembraria.
E do nada sua visão começa a escurecer e você percebe que esta num sonho, porem esta consciente, e você esta num túnel vermelho e com fogo e no final dele você ve um duende matando 2 gnomos e logo acorda, quando voce acorda voce ve se amigo com uma fogueira e voce parecia estar deitado em baixo de uma arvore, e ele diz que voce dormiu por algumas horas e pouco a pouco sua memoria parece estar voltando. Você lembra que seu nome é Gnomo Bob e o do seu amigo é Gnomo Jeff (todos gnomos tem o primeiro nome gnomo) e voces vao andando tranquilamente, quando voce se lembra do dia que seus pais morreram.
~flashback on~
Você estava brincando no seu quarto quando ouve um barulho na cozinha e um duende estava tentando roubar sua casa,e voce desceu as escadas rapidamente pos seus pais estavam gritando, e quando voce viu o duende estava com uma bolsa de dinheiro e com um facão na outra mao, e seus pais no chao mortos
~flashback off~
E após se relembrar dessa memoria triste, voce percebe que nao esta mais triste, e sim com raiva, e continua falando com o Gnomo Jeff sobre isso, quando quando voces veem em uma das placas de notícias um papel, que estava dizendo sobre uma revolução e que para mais informações voce deveria participar de uma das palestras que o Líder da revolução Gnomo Patrick, faria em uma cidadezinha não muito longe de onde voce esta. Um dia depois voce e seu amigo vão para la pos estavam interessados em saber oque era, e la vocês veem ele falando para dezenas de gnomos sobre a humilhação que eles sofriam por acreditar no deus dos pudins, e voces ouvem tudo oque queriam, um discurso de ódio contra os duendes e o bem dos gnomos, e voces vao falar com ele e ele diz que voces 2 podem participar da revolução como combatentes e voces aceitam. Dois dias depois um gnomo chega em voces e entrega um papel e vai embora, no papel dizia que voces teriam que ir para um mundo o Pudi
nisland mais precisamente na Rússia 2, onde seriam treinados a ser combatentes para o grande dia da revolução e apos se reunirem em um portal vocês vao rapidamente para o outro mundo antes que o governo percebesse uma energia vinda do multiverso.
O Grande Dia

Depois de um tempo na Rússia 2os gnomos soldados ja sabiam muito sobre como combater os duendes usando uma espécie de água que era boa de beber e que queimava os duendes, a vodka que os gnomos passaram a beber constantemente para caso um duende entrasse em contato com qualquer fluído corporal o duende irá queimar. Eles treinaram com generais Russos e alguns Generais gnomos se aproximaram bastante deles. Mas enquanto isso no mundo "normal" os duendes perceberam um grande fluxo de energias entrando e saindo do planeta e de que eram todos gnomos e temendo uma possivel revolta começaram a prender gnomos inocentes que estavam apenas em locais publicos oque aumentou mais ainda a pressão dos gnomos contra os duendes surgindo vários movimentos nas cidades. Vendo isso o treinamento acabou 2 dias mais cedo porém mais q o suficiente para serem soldados. Então os soldados começaram a voltar para o planeta e atacaram em diversas partes do mundo inteiro mas não seria o suficiente mas durante os conflitos todos os gnomos passaram a seguir o movimento revolucionário, aumentando ainda mais o contingente militar da revolução.
Você e seu amigo jeff desembarcam numa área de florestas azuis onde iriam capturar 3 ministros duendes que estavam num bunker, e depois de muitas baixas você leva um tiro no braço esquerdo mas o cara que atirou teve sua arma completamente bugada, algo que nunca ninguem tinha visto e os braços e pernas dele inverteram as vertebras o deixando completamente bugado, e seu amigo te joga no chao para tentar tratar a ferida, quando jogam uma granada a uns metros e um dos fragmentos atinge o olho de jeff, deixando ele com um olho sem visão,e misteriosamente o tiro que você levou no braço se regenera, entao você leva o seu amigo para um posto médico e continua a ofensiva que duraria mais algumas horas com a vitória dos gnomos, e usados como reféns os ministros depois de um tempo foram brutalmente torturados e executados em nome da revolução, e nesse momento todos os gnomos do mundo estavam reunidos e exterminando os duendes.

A dominação Mundial

Com a vitória quase total dos gnomos menos em uma das cidade a Duenderlin, que era cercada por uma muralha era a unica cidade DO MUNDO ainda controlada por duendes e todos os gnomos foram mortos em praça pública nessa cidade, entao os gnomos fizeram um exército esmagador de mais de 2 milhoes de gnomos, conseguiram retomar a cidade porém antes fizeram um cerco para que todos morressem de fome, e quando chegaram la tinha apenas crianças e pessoas fracas e então conseguiram realizar a dominação mundial e depois de uns anos exterminaram os duendes do planeta os levando a extinção.

Os gnomos atuais

depois de dominar o mundo dos gnomos,os gnomos aumentaram suas relações com a russia 2, lhes foram prometidos Terras em troca de energia, que agora além de ser ilimitada devido a novas descobertas (os bugs) era muito poderosa como arma e poderiam tornar gnomos imunes a idade. e depois de possuir pequenas terras em Pudim Island eles começaram a dominar algumas pequenas aldeias que nao faziam parte de um reino específico, e então formaram um dos maiores reinos do multiverso

Você devido a seus grandes méritos em batalhas em Pudim Island e na guerra civil, você é nomeado novo líder dos gnomos e deixa Jeff como vice líder, e investiu muito em tecnologia, e misteriosamente em um laboratório de armas de bug, os gnomos descobrem um portal para um planeta chamado de Terra, esse portal os levava para a russia que POR COINSCIDÊNCIA era muito parecida da russia 2
Tendo uma grande oportunidade de possuir novas Terras Bob tenta negociar com os presidentes dos países para comprar terras por forma diplomática, eles fracassam mas os gnomos nao deixariam isso de graça, e lançam um feitiço para controlar a mente de todos governos do mundo, e após descobrir informações de que na antiga URSS eles conseguiram contactar com renatinho criaram uma máquina do tempo.
A volta no tempo
Depois devoltarem no tempo os gnomos conseguiram difundir formas de os gnomos se reproduzirem na Terra desde o passado, e começaram a reproduzir gnomos (a reprodução dos gnomos acontece com um macho e uma femea que nao apresentam diferenças biologicas,apenas energeticas e apos se unirem por meio de vibrações 9 meses depois um gnomo aparece no jardim) e entao milhares de gnomos começaram a nascer nos quintais dos humanos e todos com a informação de que um dia iriam ser salvos.
E Bob que estava planejando formas de atacar a Terra decidiu começar pela internet onde eles ficariam conhecidos como noggin gnelf. e logo difundidos em um canal conhecido por cazum8, e apos alguns ataques eles conseguiram difundir o gnomismo lá porem...
Percebendo que Bob provavelmente iria tomar o planeta inteiro e logo exterminando os humanos Jeff tenta intervir pos estava cansado de tantas batalhas e exterminios em massa, Jeff manda um e mail para Cazum8 que viria a postar nos storys

"Cazum,esta na hora de nós acordarmos, a história e o governo foram longe demais, vou te dizer,irmão, me prometa que você espalhará para todos que puder sem mentiras... a humanidade não sabe de nada, o mundo conspira sobre isso e nós apenas aceitamos que ninguém fará nada por nós... Uma grande revolução se aprocima, Cazum, espalhe para a humanidade sobre o chão que treme e as tempestuosas nuvens sobre nós, apenas diga isso... não quero problemas para minha sociedade, não podia fazer isso mas fiz... posso ser condenado por isso,só diga que soube que um mau desconhecido está criando o seu portal para nosso mundo, nada mais. Talvez você nem veja isso porque está ocupado demais fazendo seus vídeos mas é importante, espero que espalhe, eu saberei quando isso acontecer. Mande respostas Sr. Lipvoskin"

Sr. lipvoskin é um russo que ajudou Jeff a usar o email e arriscou por seu nome. Logo depois disso um inesperado ataque aconteceu na live do dia 19/06 fazendo com que o pc do cazum trave, pos o governo tinha medo que o cazum revelasse

e agora provavaelmente eu também serei caçado por vazar toda a história, mais cuidado com oque eu posto, eles sempre me ameaçaram para postar coisas a favor dos gnomos mas, nunca fui a favor disso.

adeus
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2020.06.20 21:05 Rafashh06 História dos gnomos, estou tentando botar essa historia num mapa do kogama mas vai ser difícil, citei algumas vezes o Pudim island que foi criado pelo Vl4dimirPudim, dps ve la o post dele que ta bem legal, eu botei algumas coisas do passado desse mundo espero que ele n se incomode espero q gostem =)


Muitos não sabem mas os Gnomos também tem um planeta para eles, mas nem sempre foi assim...
Desde sua existência os gnomos viviam em paz com os Duendes (Uma raça que é parecida com os gnomos) mas esse paz era relativa, pq os duendes sempre tinham um papel superior na civilização, ou seja os gnomos além de serem descriminados pela cultura gnomista tambem eram humilhados de diferentes formas, e então você um gnomo que estava conversando com seu amigo sofre um acontecimento devidamente estranho.
A perda de memória
Você estava conversando e do nada tem um clarão na sua mente, e esquece quem era seu amigo ou quem era você, e voce diz para seu amigo isso e ele diz que era melhor voce ir para um médico, se aproximando de uma barraca de um curandeiro logo vocês percebem que ele era um duende e tentam pedir para ele te ajudar, mas ele diz que não iria te ajudar pq era melhor que todos gnomos morressem, com raiva vocês vao andando pela calma rua quando seu amigo avista um gnomo que seria um médico que ja teria ajudado ele, e seu amigo diz oque aconteceu e o médico tira um cogumelo azul de sua bolsa e lhe entrega para voce comer e que voce se lembraria.
E do nada sua visão começa a escurecer e você percebe que esta num sonho, porem esta consciente, e você esta num túnel vermelho e com fogo e no final dele você ve um duende matando 2 gnomos e logo acorda, quando voce acorda voce ve se amigo com uma fogueira e voce parecia estar deitado em baixo de uma arvore, e ele diz que voce dormiu por algumas horas e pouco a pouco sua memoria parece estar voltando. Você lembra que seu nome é Gnomo Bob e o do seu amigo é Gnomo Jeff (todos gnomos tem o primeiro nome gnomo) e voces vao andando tranquilamente, quando voce se lembra do dia que seus pais morreram.
~flashback on~
Você estava brincando no seu quarto quando ouve um barulho na cozinha e um duende estava tentando roubar sua casa,e voce desceu as escadas rapidamente pos seus pais estavam gritando, e quando voce viu o duende estava com uma bolsa de dinheiro e com um facão na outra mao, e seus pais no chao mortos
~flashback off~
E após se relembrar dessa memoria triste, voce percebe que nao esta mais triste, e sim com raiva, e continua falando com o Gnomo Jeff sobre isso, quando quando voces veem em uma das placas de notícias um papel, que estava dizendo sobre uma revolução e que para mais informações voce deveria participar de uma das palestras que o Líder da revolução Gnomo Patrick, faria em uma cidadezinha não muito longe de onde voce esta. Um dia depois voce e seu amigo vão para la pos estavam interessados em saber oque era, e la vocês veem ele falando para dezenas de gnomos sobre a humilhação que eles sofriam por acreditar no deus dos pudins, e voces ouvem tudo oque queriam, um discurso de ódio contra os duendes e o bem dos gnomos, e voces vao falar com ele e ele diz que voces 2 podem participar da revolução como combatentes e voces aceitam. Dois dias depois um gnomo chega em voces e entrega um papel e vai embora, no papel dizia que voces teriam que ir para um mundo o
Pudim island mais precisamente na Rússia 2, onde seriam treinados a ser combatentes para o grande dia da revolução e apos se reunirem em um portal vocês vao rapidamente para o outro mundo antes que o governo percebesse uma energia vinda do multiverso.
O Grande Dia
Depois de um tempo na Rússia 2 os gnomos soldados ja sabiam muito sobre como combater os duendes usando uma espécie de água que era boa de beber e que queimava os duendes, a vodka que os gnomos passaram a beber constantemente para caso um duende entrasse em contato com qualquer fluído corporal o duende irá queimar. Eles treinaram com generais Russos e alguns Generais gnomos se aproximaram bastante deles. Mas enquanto isso no mundo "normal" os duendes perceberam um grande fluxo de energias entrando e saindo do planeta e de que eram todos gnomos e temendo uma possivel revolta começaram a prender gnomos inocentes que estavam apenas em locais publicos oque aumentou mais ainda a pressão dos gnomos contra os duendes surgindo vários movimentos nas cidades. Vendo isso o treinamento acabou 2 dias mais cedo porém mais q o suficiente para serem soldados. Então os soldados começaram a voltar para o planeta e atacaram em diversas partes do mundo inteiro mas não seria o suficiente mas durante os conflitos todos os gnomos passaram a seguir o movimento revolucionário, aumentando ainda mais o contingente militar da revolução.
Você e seu amigo jeff desembarcam numa área de florestas azuis onde iriam capturar 3 ministros duendes que estavam num bunker, e depois de muitas baixas você leva um tiro no braço esquerdo mas o cara que atirou teve sua arma completamente bugada, algo que nunca ninguem tinha visto e os braços e pernas dele inverteram as vertebras o deixando completamente bugado, e seu amigo te joga no chao para tentar tratar a ferida, quando jogam uma granada a uns metros e um dos fragmentos atinge o olho de jeff, deixando ele com um olho sem visão,e misteriosamente o tiro que você levou no braço se regenera, entao você leva o seu amigo para um posto médico e continua a ofensiva que duraria mais algumas horas com a vitória dos gnomos, e usados como reféns os ministros depois de um tempo foram brutalmente torturados e executados em nome da revolução, e nesse momento todos os gnomos do mundo estavam reunidos e exterminando os duendes.
A dominação Mundial
Com a vitória quase total dos gnomos menos em uma das cidade a Duenderlin, que era cercada por uma muralha era a unica cidade DO MUNDO ainda controlada por duendes e todos os gnomos foram mortos em praça pública nessa cidade, entao os gnomos fizeram um exército esmagador de mais de 2 milhoes de gnomos, conseguiram retomar a cidade porém antes fizeram um cerco para que todos morressem de fome, e quando chegaram la tinha apenas crianças e pessoas fracas e então conseguiram realizar o plano, mas em um dia você percebe que conseguiu um novo poder o poder lendário do bug que e adorado como um milagre no gnomismo, então o lider supremo patrick te sequestra e começa a tirar seu sangue para fazer experimentos, e depois de 1 semana seu sangue começa a ser injetado em outros gnomos que agora tambem tinham o poder do bug, e pouco a pouco TODOS OS GNOMOS tinham o poder do bug que passou a ser revendido em pílulas em todas as farmacias do mundo, e esse bug além de produzir uma energia tambem poderia ser usado como uma arma, e então melhorando as relações com a Rússia 2 e a troca de alguns produtos, os Russos venderam algumas terras que depois viriam as era habitadas e industrializadas por gnomos, e pouco apouco foram lutando com algumas pequenas aldeias sem um estado e conseguiram aumentar seu território e depois com muitos recursos encontrados no fundo do mar,eles iniciaram o maior projeto de aterramento do universo.
Eles tiraram algumas montanhas do planeta deles e fizeram novas cidades la, e começaram a aterrar pedaços do mar em Pudim island e entao aumentaram seu território
Os gnomos hoje
Depois de muitos e muitos anos os gnomos que ja passaram por guerras em Pudim island, Você líder dos gnomos devido as suas habilidades de amortalidade (não morre de idade) decide exterminar de uma vês por todas alguns pequenos grupos de duendes que ainda vivem no mundo dos gnomos, mandando todos para câmaras subterraneas onde sao lançadas bombas de bugs fazendo com que eles sejam reduzidos a milésimos de átomos, e surge um ódio contra os duendes e uma sede de poder, e então fazendo alguns experimentos com armas sonoras de bugs ( i'm a noggin gnelf) eles abrem um portal para um mundo que era conhecido como Terra, mais precisamente na Internet onde se espalhou para um canal conhecido como Cazum8 que era abençoado com o poder dos bugs desde sempre, e enquanto isso os gnomos que ja eram amigos dos russos de Pudim island conseguiram ficar amigos de Putin, conseguindo armas e conhecimentos e criando o projeto N.O.M.G (nova ordem mundial gnomista) e com mais experimentos de bugs criam uma máquina do tempo, e voltam no passado para que silenciosamente os gnomos se reproduzissem na terra assim como se reproduzem no mundo dos gnomos (um gnomo macho e um gnomo femea [nao tem diferença biologica,somente energética] juntam seus pensamentos e seu poder interior para gerar um gnomo que aparece num jardim da casa ou de algum lugar próximo, por isso sempre em alguns lugares tem gnomos no jardim ) e pouco a pouco os gnomos vieram crescendo dentro da humanidade.
E percebendo isso seu amigo Jeff sabendo que iria ser perseguido por você manda um e mail para o cazum dizendo
"Cazum, está na hora de nós acordarmos, a história e o governo foram longe demais, vou te dizer, irmão, me prometa que você espalhará para todos que puder sem mentiras... a humanidade não sabe de nada, o mundo conspira sobre isso e nós apenas aceitamos que ninguém fará nada por nós... Uma grande revolução se aproxima, Cazum, espalhe para a humanidade sobre o chão que treme e as tempestuosas nuvens sobre nós, apenas diga isso... nao quero problemas para minha sociedade, não podia fazer isso mas fiz... posso ser condenado por isso, só diga que soube que um mau desconhecido está criando o seu portal para nosso mundo, nada mais. Talvez você nem veja isso porque está ocupado demais fazendo seus vídeos mas é importante, espero que espalhe, eu saberei quando isso acontecer. Mande respostas Sr. Lipovskin"
esse texto foi enviado por Jeff para o cazum que postou isso nos storys do instagram, deixando você furioso que manda executar Jeff como inimigo da revolução. E com medo dessa notícia se espalhar e o cazum contar, ordenou um ataque durante a live ontem (19/06), e eles estão fazendo um portal para um grande contingente de gnomos
O nome Lipovskin é de um dos generais russos que treinou o Jeff e seu pelotão, por isso usou essa identidade falsa
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2020.05.28 18:59 nsagaydo A Sara Winter me incomoda profundamente

Senta lá que vem textão. Não se preocupe, vai ter TL;DR no fim
Nasci na Rússia e imigrei para o Brasil há mais de 10 anos atrás. Acompanho de perto o contexto político tanto do Brasil como da Rússia, porque ambos são importantes pra mim.
Na Rússia a mídia é fortemente controlada pelo Estado e amplamente censurada. Mas há canais de mídia independentes privados, que também possuem seus interesses próprios, e você precisa de uma boa compreensão do contexto pra filtrar as informações que você recebe.
O governo do Putin também usa, financia, treina e exporta as chamadas “fábricas de trolls”, grupos de pessoas que criam bots e disseminam propaganda para certas causas. As redes sociais também são constantemente vigiadas, e o que você posta nelas pode ser usado como um agravante contra você no caso de uma acusação criminal, por exemplo.
Em 2012 houve uma ruptura entre o governo da Rússia e o governo ucraniano, provocada por um contexto político extremamente complexo. Questões de política internacional mesmo, quando não há um motivo único. Basta dizer que a questão ainda não foi 100% resolvida e vive tendo conflito na fronteira, e há territórios disputados até hoje.
Após 2012 o sistema político da Ucrânia ficou fragilizado. Grupos com viés nacionalista, que existiam desde a subida so Putin ao poder e a crescente concentração de comando, além de constante estado de ruptura entre a Rússia e a União Europeia fez com que esses grupos nacionalista (ex: o Femen) se posicionassem como pró EU, usando atos públicos “chocantes” para atrair a atenção da imprensa internacional para os excessos do governo russo e do governo pró-russo ucraniano. Após uma tentativa de revolução frustrada em 2004 alguns líderes políticos do movimento separatista e anti-Rússia foram presos, e outros foram morar no exterior. Os que ficaram, foram se radicalizando e disseminando a frustração do povo ucraniano contra o governo do Putin, que não colaborou também escalando o controle que ele mantinha na política do pais. Os protestos de internet viraram protestos de rua, no início similares ao que houve no Brasil em 2016. Os protestos pacíficos irritaram o governo, que agiu com violência que escalou cada vez mais, desabrochando um conflito civil na capital da Ucrânia.
Sentindo a instabilidade da situação, o então presidente da Ucrânia pediu asilo ao governo russo e foi extraído do país. O povo tomou o poder. O sentimento anti-russo escalou vertiginosamente, alimentado pelo fato de que o Putin passou a enviar tropas de paramilitares para ajudar na separação de territórios que possuíam maioria étnicas russa, cuja população, com medo da incerteza de uma revolução política que com certeza não era favorável a eles apoiou a anexação dos territórios. O povo ucraniano, em sua maioria, ficou horrorizado (com razão) e tomou cada vez mais o lado dos extremistas nacionalistas.
O vácuo no poder permitiu a entrada dos oportunistas e também dos líderes mais radicalizados do movimento revolucionário. Gente que não só odiava a Rússia do Putin como russos em geral, e passou a fazer revisionismo histórico que hoje iguala o nazismo ao socialismo e exalta “heróis” que na época da segunda guerra mundial se aliaram ao exército do Hitler para se opor ao Stalin.
A figura da Sara Winter no Brasil, uma pessoa treinada pelos mesmos movimentos radicais ultra nacionalistas ucranianos, vem ganhando destaque desde a subida do Bolso no poder e da nomeação da Damares. A defesa da ideia da “ucranização” do Brasil, bem como a formação de uma rede de bots de fake news, as carreatas e, principalmente, os acampamentos em Brasília com gente portando armas me preocupa.
O que a Ucrânia tá passando hoje é preocupante, e consigo ver sementes do que se passou lá sendo plantadas aqui. Claro que nem tudo pode ser similar, afinal o Brasil é um país muito diferente da Rússia ou da Ucrânia em praticamente todos os aspectos. Mas espero que possamos tomar cuidado com pessoas como a Sara Winter, o que ela representa e as táticas políticas que ela implementa para chegar em seus objetivos.
TL;DR: a Sara Winter está alimentando movimentos ultra nacionalistas no Brasil, similar ao que aconteceu na Ucrânia, onde ela foi treinada.
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